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Ghemon porta a #Sanremo2019 “Rose viola”: “E’ un inno alle donne” foto

Domani sera durante la serata dei duetti canterà insieme a Diodato e i Calibro 35

Sanremo. “L’idea della canzone nasce senza che Sanremo fosse nei miei pensieri - afferma Giovanni Luca Picariello, in arte Ghemon, uno dei Big che sta gareggiando alla 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana con il brano “Rose viola” – A volte ci si mettono mesi per comporne una, questa l’ho fatta in tre ore. Nella canzone la realtà per me è fatta di rincorse di tutti i giorni, amarsi, rincorrersi, soffrire e lasciarsi: è questo che volevo raccontare”.

“Farei fatica ad innamorarmi di un maschio perché so già tutto, mi annoierei, mentre le donne sono un mistero. E’ un tributo alle donne, mi interessa anche l’idea del rap italiano sessista generica. Ho capito quello che le donne mi hanno passato - commenta – La canzone dice chi sono e va bene se le persone si soffermano un po’ di più per capirla. Preferisco che ci si metta un più di tempo e poi si rimanga per sempre attaccati ad essa. Ho tante cose da dire e spero che la canzone sia un modo per poterlo fare”. “Con il mio look gioco sui doppi sensi - svela – Con il cappottone cerco di sfruttare la mia altezza, mi donano gli abiti più lunghi”. 

Domani sera durante la serata dei duetti canterà insieme a Diodato e i Calibro 35: “La canzone di domani sera la porto in scena con i Calibro e Diodato. Uno ha prodotto anche i miei dischi e gli altri hanno collaborato con me negli anni. Abbiamo dato un vestito completamente diverso al brano, che torna indietro nel tempo. Ho puntato veramente tanto più sugli aspetti musicali che visivi, conta davvero tanto per me e spero che piaccia”.

Nella scorsa edizione era stato ospite del Festival di Sanremo dove aveva duettato con Roy Paci e Diodato, ma questa è la prima volta che partecipa come Big: “Mi sono concentrato sul teatro, sul cantare e non sul fatto che mi avrebbero visto più di trenta milioni di persone. Ho trattato questa cosa e che mi ha fatto rimanere con i piedi per terra. E’ una bella esperienza, ma dopo una settimana finisce, quindi è importante che rimanga con i piedi per terra”. “Dietro le quinte c’è una bellissima aria e ringrazio davvero la direzione artistica perché c’è una bella serenità tra i cantanti – rivela – Il mio male di vivere ha inciso molto sulle mie canzoni, ho anche scritto un libro che ne parlava. Ho parlato dell’argomento della depressione, ho raccontato quello che mi è successo per informare i ragazzi, però oggi quella cosa è stata macinata. C’è stata consapevolezza, con tantissimo sudore e con l’aiuto di qualcuno di specializzato ora sto con il cuore in pace. Spero che questa cosa si senta anche sul palco e sia un segnale per chi abbia passato un brutto periodo. Spero che faccia capire a tutti che si può superare ogni cosa e andare avanti”.

“Mi avevano detto che non avrei potuto cantare, invece un foniatra è stata la prima persona a dirmi che sarebbe stato un segno distintivo - racconta il cantautore e rapper di Avellino parlando della sua voce particolare – Pensavo di non essere portato per cantare invece la mia voce era portata. Ho cercato prima di convincere me stesso, poi c’è stato tanto studio. Le poche volte che mi sono trovato davanti ad artisti con grandi carriere mi è piaciuto vedere come ci sono arrivati. Sono un po’ secchione e così all’interno di ogni brano inserisco delle citazioni”.

“Ci conosciamo e abbiamo stima l’uno l’altro – dice Ghemon su Tiziano Ferro - Conosciamo le stesse persone, mi fanno piacere i complimenti da lui, ci sentiremo privatamente. Sono discreto e solitamente non sbandiero quando un collega mi fa i complimenti”. L’apice della carriera, Ghemon lo raggiunge nel 2012 con il suo terzo album “Qualcosa è cambiato – Qualcosa cambierà vol 2” sequel del mixtape “Qualcosa cambierà mixtape”. Duetta con Syria e collabora con Fabri Fibra. Dopo due anni presenta il nuovo album “Orchidee” e il suo ultimo album, uscito nel 2017, si intitola “Mezzanotte”.

Ieri sera si è esibito al Dopofestival con Anna Foglietta. Hanno cantato “Anna verrà” di Pino Daniele proprio la sera in cui il cantante napoletano ha ricevuto il premio alla carriera dalla città di Sanremo: “E’ una coincidenza. Mi avevano chiesto di cantare un pezzo italiano. In quei giorni mi è venuta una grande malinconia perché lui era quello che di più ha parlato il mio linguaggio musicale, anche se non ho avuto la fortuna di incontrarlo, e così ho scelto quella canzone. Andare al Dopofestival con Anna Foglietta e cantare una canzone tecnicamente difficile mi faceva paura. Sono un cantante e un rapper, non so perché, forse a causa dell’emozione, ma è andata molto bene”.

Dopo Sanremo 2019 Giovanni si impegnerà a completare il suo disco: “Non esce ora perché in realtà quando abbiamo iniziato io  ero lanciatissimo, ho iniziato il giorno dopo la conclusione dello scorso tour, però sono un perfezionista. Ero convinto di avere un album pronto per Sanremo ma la mia ambizione mi stimola a fare un disco più bello, che spero esca presto”.

 

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