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“Eredità Agnesi”, a Imperia scontro di perizie al processo per falsità in testamento olografo

Due sorelle, imparentate con la storica famiglia imperiese, lasciarono un'eredità di 15 milioni di euro

Imperia. Uno scontro di perizie si è verificato oggi in tribunale, così come era stato preannunciato, nell’ambito del processo per falsità in testamento olografo che vede alla sbarra Salvatore Lucia, ex autista delle sorelle Caterina e Rosa Maria Berio, morte nel 2008. Tra parte del patrimonio Agnesi, ricca famiglia legata allo storico pastificio a cui le due sorelle erano legate, immobili e terreni, le due sorelle hanno lasciato un’eredità di circa 15milioni di euro.

Salvatore Lucia, difeso dall’avvocato Enrico Amalberti, è in possesso di testamento scritto di proprio pugno da Rosa Maria il 12 febbraio del 2002 e, proprio in ragione del documento, rivendica il cinquanta per cento dell’eredità: circa 7,5 milioni. Ma Pietro “Pucci” Agnesi, cugino alla lontana delle due sorelle defunte, ha fatto causa al presunto erede, affermando di essere in possesso di due testamenti, uno di Caterina e l’altro di Maria Rosa, antecedenti a quello di Lucia.

Nel corso dell’udienza sono state prodotte due perizie. La prima del perito di parte, il grafologo Emilio Steri, di Genova, secondo il quale la firma sul testamento e quella presa in esame sono parzialmente sovrapponibili, pertanto la scheda testamentaria non sarebbe originale. Ci sono poi le perizie della difesa dell’imputato realizzate dal grafologo Rocco Quatrale e dell’ingegnere informatico, Simone Zanella (che per effettuare l’esame ha utilizzato un software informatico) per i quali le firme esaminate non sono sovrapponibili.

A confronto in tutti i casi c’erano il testamento e la firma su un altro documento originale.

Il giudice monocratico Marta Maria Bossi ha fissato la prossima udienza, per la conclusione dell’istruttoria dibattimentale, il 5 luglio.

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