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Direttissima concitata: straniero da in escandescenze, sedato e rispedito in carcere

Fermato a Sanremo per resistenza. Presa a testate l'auto dei carabinieri, 7 mila euro di danni. Insulti e sputi in aula

Imperia. Si è reso necessario perfino l’intervento del personale del 118 per sedare O.M. un ventenne somalo, almeno questa la  nazionalità da lui dichiarata in aula, per permettere agli agenti di custodia di riportarlo nel penitenziario di valle Armea dopo che il giudice Marta Bossi, convalidando il fermo, aveva accolto la richiesta del Pubblico ministero Enrico Cinella Della Porta di custodia cautelare in carcere.

Su richiesta dell’avvocato d’ufficio Maria Grazia Sibona, che ha chiesto i termini a difesa per il suo assistito, il processo per resistenza e danneggiamenti è stato aggiornato al 12 marzo prossimo.

Il giovane è stato fermato ieri da una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei carabinieri di Sanremo intervenuta in pronto soccorso dove il giovane, che era giunto in ospedale da Ventimiglia, aveva iniziato a dare in escandescenza. Quando i militari hanno cercato di calmarlo, hanno ottenuto l’effetto opposto, tanto che alla fine il somalo è stato arrestato per resistenza. Il peggio, però, è accaduto subito dopo: una volta in auto, lo straniero si è scatenato, danneggiando la gazzella e prendendo perfino a craniate il cofano. I militari hanno conteggiato danni per 8 mila euro al loro mezzo, nonostante fosse stato immobilizzato mani e piedi.

Anche durante l’udienza il ragazzo rinchiuso nella gabbia e guardato a vista dagli agenti in soccorso dei quali è arrivato praticamente tutto il personale di sorveglianza di Palazzo di giustizia ha continuato ad agitarsi, inveendo verso i presenti apostrofandoli con parolacce di ogni tipo e, addirittura indirizzando sputi nei loro confronti, comportamento stigmatizzato dallo stesso giudice Bossi.

Alla fine si è reso necessario l’intervento del 118 e duna volta sedato il giovane ha raggiunto il carcere di Sanremo su una autolettiga.

 

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