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Crescono le imprese di giovani, donne e stranieri. Presidente Toti: “Nonostante un 2018 terribile, l’economia ligure regge”

Lo certificano i dati di Unioncamere che parlano di risultati positivi per tutte e tre le categorie di imprese

Liguria. Crescono nel 2018 le imprese di giovani, donne e stranieri in Liguria. Lo certificano i dati di Unioncamere che parlano di crescita per tutte e tre le categorie di imprese. Nell’anno da poco concluso, il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese risulta positivo: imprese giovanili +1.414, femminili +9 e straniere +496 unità.

Le imprese crescono ma i numeri degli addetti sono in lieve calo: per le imprese giovanili, nonostante il segno più tra nuove aperture e cancellazioni, scendono del 2,3% gli addetti. Salgono invece quelli delle imprese femminili: sono 79.211 (+ 0,4% in più rispetto al 2017). In crescita (+3,2%) anche gli addetti delle imprese straniere.

Si tratta di numeri che confermano come l’economia della regione, anche in un annus horribilis come il 2018, abbia tenuto – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -. Il crollo di ponte Morandi è stato uno shock che ha colpito tutta la Liguria in ogni ambito economico, ma le cifre dicono che la nostra regione non soccombe, anzi reagisce e crea nuove imprese. Gli stessi dati dei movimenti delle merci da e per il porto di Genova lo confermano. Il ritratto fornito dai dati di Unioncamere conferma la bontà delle nostre scelte nel campo della formazione, delle politiche attive del lavoro, del sostegno all’imprenditorialità, come ad esempio esenzione Irap per le nuove attività”.

“Lo spirito imprenditoriale dei liguri, nonostante il terribile colpo di ponte Morandi, ha resistito alle avversità – afferma l’assessore allo Sviluppo economico Andrea Benveduti – Certamente il lavoro è ancora molto lungo, anche perché la congiuntura nazionale e internazionale non appare delle migliori. La nostra regione, tuttavia, ha tutte le carte in regola per poter costruire uno sviluppo sostenibile ed equilibrato in tutti i suoi asset”.

“Come Regione – conclude Benveduti – proseguiremo nell’attività a supporto di ogni iniziativa che porti lavoro nella nostra terra, concentrando i nostri sforzi futuri nell’accompagnare imprese e start up su mercati di domanda più ampi, così come cercheremo di creare ambienti sempre più “business friendly” per quelle iniziative imprenditoriali che volessero eleggere il nostro territorio come sede della loro attività, dal turismo alle produzioni di qualità dell’agroalimentare e dell’artigianato, passando per la grande industria tradizionale e le nostre portualità, non dimenticando l’alta tecnologia, che diventerà una delle caratteristiche dello sviluppo di Genova e della Liguria dei prossimi decenni”.

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