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Accusato di aver violentato Alena, Zied Yakoubi resta in carcere. Indagini quasi chiuse foto

Il Tribunale del Riesame ha dato ragione alla Procura: l'algerino resta in cella

Imperia. Il tribunale del Riesame di Genova ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Zied Yakoubi, il 32enne algerino accusato dalla Procura di Imperia di aver violentato, la notte del 31 luglio del 2018, quando si trovava in vacanza a Sanremo, Alena Sudokova, 22 anni, studentessa tedesca di origini russe. 
Nella sentenza emessa dal tribunale e depositata il 22 febbraio scorso, i giudici genovesi hanno avvalorato la tesi accusatoria sostenuta dal procuratore aggiunto Barbara Bresci, che coordina le indagini sul delicato caso insieme con il procuratore capo Alberto Lari, secondo cui Alena sarebbe precipitata in un dirupo profondo decine di metri a Capo Nero, al confine tra Ospedaletti e Sanremo, per sfuggire al suo aggressore durante una violenza sessuale o nel tentativo di evitarla. Nella caduta la giovane ha riportato ferite gravissime che le hanno causato danni irreversibili. Ancora, a distanza di sette mesi dall’incidente, Alena, ad esempio, non ha recuperato l’uso di un braccio ed è ricoverata in una clinica specializzata.

Secondo gli inquirenti, che stanno per chiudere le indagini, solo il processo potrà chiarire quanto accaduto quella notte di luglio. I magistrati devono ancora formulare le contestazioni a carico dell’algerino, che non ha mai cambiato la propria versione, dichiarandosi innocente da ogni accusa. Che si tratti di tentato omicidio, come inizialmente si era pensato e come sostenuto dal pm Paolo Luppi, o violenza sessuale aggravata, come invece crede la Procura, Yakoubi è in ogni caso ritenuto responsabile. Secondo tutti i giudici che se lo sono trovati davanti, il nordafricano mente.

Ma nemmeno la rogatoria internazionale che ha portato una delegazione della Procura di Imperia in una località tedesca per incontrare e interrogare Alena ha dato i risultati sperati: la studentessa ricorda pochissimo di quanto accadde la notte del 31 luglio 2018 e il suo racconto, che resta tutt’oggi coperto dal massimo segreto, non ha chiarito molti aspetti di una vicenda che, forse, è destinata a restare in parte sconosciuta.

Con ogni probabilità, gli inquirenti rinvieranno Yakoubi a giudizio per violenza sessuale aggravata dal fatto che la giovane era ubriaca nel momento in cui lui avrebbe deciso di approfittarne. L’algerino dovrà inoltre quasi sicuramente rispondere di lesioni come conseguenza di altro delitto.

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