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Ventimiglia, consigliere Malivindi “impugna” determina rinnovo contratto portavoce Ioculano. La risposta arriva tre mesi dopo

Se ne discuterà in consiglio comunale

Ventimiglia. Anche se con due mesi di ritardo (secondo il regolamento comunale, infatti, la risposta andrebbe data entro 30 giorni), il segretario comunale di Ventimiglia, Antonino Germanotta, ha risposto all’interrogazione del consigliere comunale di minoranza Silvia Malivindi (M5S), che aveva “impugnato” la determina per il rinnovo del contratto di lavoro alla portavoce del sindaco, Silvia Sgarabottolo. Del caso, si discuterà questa sera, a partire dalle 19,30, in consiglio comunale.

Nel mirino della Malivindi c’era, in primis, la durata dell’incarico affidato alla Sgarabottolo, che proseguiva per tre mesi dopo l’elezione del nuovo Consiglio comunale, attesa per il prossimo mese di maggio. Praticamente, si faceva restare in carica la Sgarabottolo, assunta dal sindaco con la formula dell’ “intuito personae” fino a settembre 2019, quando la durata della carica pro-tempore che Ioculano riveste “scade” a maggio. In questo caso, però, il Comune era subito corso ai ripari, modificando la determina. Lo stesso Germanotta, infatti, parla di “mero disguido” all’origine dell’accaduto. “Si è provveduto a rideterminare la scadenza del contratto al 30 giugno 2019″, sottolinea il segretario comunale,  “In conseguenza di quanto sopra poiché, per mero disguido, la determinazione n. 1000 è stata pubblicata in data 28/09/2018 (venerdì) nel testo proposto, si è provveduto a modificare la stessa con la determinazione n. 1057 del 19/10/2018 rideterminando la scadenza del contratto al 30/062018 e comunque fino ella scadenza del mandato del Sindaco, in coerenza con l’atto presupposto”. “La determina era errata”, sottolinea il consigliere grillino, “Ed è stata corretta dopo la mia interrogazione nella parte in cui faceva scadere il contratto dopo la fine del mandato del sindaco”.

Ma il problema è anche un altro: “A quanto risulta dalla determina”, spiega la Malivindi, “Il  ruolo di portavoce di Silvia Sgarabottolo è stato accorpato a quello dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, trasformando di fatto un incarico fiduciario, in uno a tempo determinato. Ma allora, era necessario un concorso. Questa è una determina che può essere impugnata da chiunque appartenga anche a una precedente graduatoria”. In questo caso il segretario comunale ha replicato che: “Con lo scopo di efficientare e di razionalizzare l’attività dell’Ente e, pertanto, riunire l’attività di comunicazione normalmente svolta attraverso l’URP e quella di informazione realizzata, di norma, attraverso l’Ufficio stampa ed il portavoce, è stata programmato l’accorpamento dell’Ufficio URP e di Staff del Sindaco istituendo il nuovo “Ufficio del Cittadino” al quale sono destinati i dipendenti che saranno individuati tra il personale in servizio a tempo indeterminato e determinato, senza attribuzione agli stessi di attività gestionali”. “Ritengo”, aggiunge Silvia Malivindi, “Che una persona assunta ai sensi dell’articolo 90 Tuel debba svolgere esclusivamente funzioni di supporto all’attività di indirizzo e controllo, alle dirette dipendenze degli organi politici, e non funzioni gestionali ed istituzionali, come avverrebbe nel caso di specie nel nuovo “Ufficio del cittadino”. Mi auguro che ci si renda conto che dare un aumento per queste nuove mansioni sarebbe un danno erariale”.

Si legge sempre nella risposta: “L’individuazione del “portavoce” è a suo tempo avvenuta “intuito personae” ai sensi dell’art. 90, corsoci l, 2 e 3 del D. Lge, 267/2000 nonché dell’art. 12 del vigente Regolamento degli Uffici e dei Servizi, in considerazione del carattere strettamente fiduciario dell’incarico ed in ragione delle funzioni aventi “rilievo esclusivo o prevalente al criterio della personale adesione del nominato agli orientamenti politici del titolare dell’organo di nomina” (Corte Cost. sentenza 24 giugno 2010, n. 224)”.

Aggiunge Silvia Malivindi: “Non metto in dubbio che le capacità e neppure che sia in grado di occuparsi dell’Urp, ma questa determina non va bene. Non ci troviamo, infatti, di fronte a un ufficio inventato dal Comune di Ventimiglia, e se così fosse potrebbe ancora andare bene, ma si tratta di un ufficio obbligatorio previsto dalla Legge e pertanto l’accesso deve avvenire tramite regolare concorso”. Con l’adeguamento da 500 a 1000 euro del premio produttività, lo stipendio arriva a superare i duemila euro al mese, trattandosi già di categoria “D1″. “Per l’annualità 2018 – è infatti riportato nel documento – è programmato un posto a tempo determinato di istruttore direttivo categoria D posizione economica D1 con orario a tempo pieno assegnato allo staff Sindaco per una spesa di euro 23.102,00 e la durata 12 mesi nell’anno 2018”.  E ancora, nella determina: “Il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi è sostituito da un unico emolumento comprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale, già riconosciuto nella misura di € 500,00 mensili è adeguato nella misura di € 1.000,00 mensili”.

Il Comune in questo caso chiarisce che il trattamento economico è connesso all’incremento dell’attività assegnata.

 

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