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Tre giorni in Germania per l’interrogatorio di Alena. La missione del pm Bresci per chiudere il caso

E' l'ultimo tassello prima di un possibile processo per tentato omicidio e tentata violenza sessuale

Imperia. Una visita di tre giorni in una località protetta dal segreto e dal massimo riserbo. E’ pronta la missione tedesca del sostituto procuratore di Imperia Barbara Bresci, che la prossima settimana, tra il 15 e il 23 gennaio, interrogherà Alena Sudokova, la cittadina tedesca di 22 anni rimasta gravemente ferita dopo essere precipitata per circa 70 metri in una scarpata a Capo Nero, al confine tra Ospedaletti e Sanremo, la notte del 31 luglio scorso.

Dopo mesi di terapie e cure, la giovane è tornata a parlare. Ma ancora non si sa se ricorda o meno quanto successo quella tragica sera, quando, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stata spinta nel dirupo da Zied Yakoubi: il 32enne tunisino attualmente in carcere con l’accusa di tentato omicidio. La posizione dell’uomo si potrebbe aggravare, se Alena dovesse accusarlo di tentata violenza sessuale. La testimonianza di Alena è ritenuta fondamentale dalla Procura, che in base a quanto dichiarerà la ragazza formulerà i capi di accusa nei confronti di Zied, sul quale comunque pesano già gravi indizi di colpevolezza. L’uomo è stato visto da un testimone oculare mentre aggrediva la giovane in una piazzola sull’Aurelia. Pochi attimi dopo, Alena è precipitata.

Nella caduta, Alena aveva riportato ferite gravissime, tra cui la frattura del femore in diversi punti e un trauma toracico che aveva comportato il collasso dei polmoni, motivo per cui la giovane, ricoverata prima al Santa Corona di Pietra Ligure e poi in un ospedale tedesco, ha respirato per mesi attraverso una ventilazione assistita. A fine agosto, Alena aveva riaperto gli occhi, uscendo dal coma farmacologico. Ma, secondo quanto aveva riferito Nadia, segretaria della chiesa russa di Sanremo dove la giovane era ospite con la sua famiglia prima della tragedia e portavoce della famiglia, Alena era “come se ancora non fosse connessa alla realtà”. Le sue condizioni sono poi, pian piano, migliorate, e ora la giovane può di nuovo parlare.

 

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