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Sono stati 55 i morti sulle strade delle Alpi Marittime nel 2018

Calano gli incidenti, ma non il numero delle vittime che sono quasi sempre motociclisti e pedoni

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Nel 2018 sono state 55 le vittime di incidenti sulle strade delle Alpi Marittime, lo stesso identico numero registrato l’anno prima. Sono ancora decisamente troppe anche a fronte di un calo del numero complessivo di incidenti registrati, 1.168 rispetto ai 1.356 del 2017.

Sembrava che il tragico elenco di decessi stradali fosse destinato a calare anche se di poco, ma lo scorso dicembre ha visto ben sette morti rispetto ad uno solo dell’ultimo mese del 2017. Viene comunque confermato il trend che vede un costante calo di incidenti e di feriti costretti a cure ospedaliere negli ultimi anni: erano 1.741 nel 2014 ma non diminuisce il numero dei decessi che furono 48 nel 2013, e tra 55 e 58 negli anni seguenti.

Dati che vanno analizzati anche sulla base delle nuove norme di legge e di tutte quelle misure che sono state adottate per fermare la strage. Analizzando l’elenco degli incidenti che hanno causato vittime, non sorprende che i primi sacrificati siano ancora e sempre i conducenti di mezzi a due ruote, con 32 morti sui 55 complessivi. I motivi che hanno portato alla morte i motociclisti-scooteristi, secondo i rilievi delle forze dell’ordine, sono stati nell’ordine i cambiamenti repentini di corsia (della moto o dei veicoli che la precedono) e il mancato rispetto della distanza di sicurezza, l’alta velocità e la perdita di controllo del mezzo e i sorpassi azzardati.

Al secondo posto di questa poco invidiabile classifica si piazzano i pedoni: 13 hanno perso la vita soprattutto per essere stati travolti mentre attraversavano o camminavano a bordo strada. Solo otto sono stati infine gli automobilisti periti in incidenti stradali con principale causa anche questa volta il cambio improvviso e non segnalato di corsia, l’ubriachezza, l’eccesso di velocità e la mancanza delle cinture di sicurezza. Resta da capire quanti di questi incidenti, mortali o no, siano stati causati dalla principale concausa ormai acclarata in tutta Europa, cioè la distrazione dovuta all’uso di dispositivi tecnologici mentre si è alla guida.

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