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#Sanremo2019, Claudio Bisio dalla parte di Baglioni contro il Governo

Il Festival rischia di esplodere sul tema dei migranti

Sanremo. La 69esima edizione del Festival di Sanremo rischia di esplodere dal punto di vista politico, con due fronti ben distinti e decisamente contrapposti su temi di strettissima attualità. Da una parte la linea dura del Governo riguardo l’accoglienza migranti, dall’altra lo spirito spiccatamente sociale che storicamente anima l’ambiente artistico in generale.

Dopo le bordate di Claudio Baglioni nel corso della conferenza stampa dell’altro ieri al Casinò su quella che lui ha definito ‘una farsa’ la gestione del caso Sea Watch, senza mancare di sottolineare l’incapacità di questo Governo di trovare soluzioni alla questione migranti, adesso anche Claudio Bisio esce allo scoperto sostenendo in toto le affermazioni del ‘Dirottatore Artistico’ del Festival.

“E come potrebbe essere altrimenti” ha risposto Bisio alla domanda dei colleghi de La Stampa se era d’accordo con le dichiarazioni di Baglioni. “La sua mi è sembrata una dichiarazione assennata e condivisibile” ha detto buttando benzina sul fuoco e aprendo di fatto la fronda dei conduttori dell’evento principale sulla tivù di Stato contro chi lo Stato lo governa. Se la reazione del neo-direttore di RaiUno, Teresa De Santis seduta allo stesso tavolo nell’incontro con i media, è stata pronta e tranciante contro Baglioni, chissà quale sarà la risposta alle affermazioni di Bisio che ha anche aggiunto di affidarsi anche in questo caso, come sempre, al suo autore storico Michele Serra, noto nell’ambiente per la sua ideologia politica che non ha mai rinnegato.

Consapevole di trovarsi come ‘un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro’ Virginia Raffaele sceglie per il momento la strategia del silenzio e del basso profilo, ben conscia dell’aria di tempesta che sta per abbattersi sul Festival. Quel che è certo è che nessun Governo può accettare di essere attaccato o peggio ancora sbeffeggiato davanti ad una platea che supera regolarmente i 10 milioni di telespettatori. E dunque prepariamoci, nella migliore delle ipotesi, ad un braccio di ferro sui testi degli autori che dovranno essere sottoposti ad una sorta di censura preventiva: nulla di nuovo sotto il sole ma questa volta il gioco delle parti rischia di aprire una faida destinata a durare a lungo.

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