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Sanremo, lo storico Gandolfo ricorda la nobildonna Adele Bianchi Roverizio di Roccasterone

Ebbe un ruolo decisivo nel lancio della Città dei Fiori come meta turistica internazionale nella seconda metà dell’Ottocento

Sanremo. Lo storico sanremese Andrea Gandolfo, in occasione del 199° anniversario della nascita, ricorda la nobildonna e benemerita del turismo di Sanremo Adele Bianchi Roverizio di Roccasterone, che ebbe un ruolo decisivo nel lancio della città come meta turistica internazionale nella seconda metà dell’Ottocento:

Adele Bianchi Roverizio di Roccasterone nacque a Oneglia il 3 gennaio 1820 da Giovanni e da Anna Bianchi. Nel 1837 il padre, che svolgeva la professione di commerciante d’olio, ospitò Carlo Alberto durante una visita a Oneglia del sovrano sabaudo, che avrebbe anche ricordato l’episodio in una lettera. Giovanni Bianchi venne eletto in seguito sindaco di Oneglia, mentre il fratello Alessandro, con cui gestiva l’attività di commerciante oleario, sarebbe diventato deputato al Parlamento Subalpino.

Nel 1838 Adele, all’età di diciotto anni, sposò a Sanremo, nella chiesa di San Siro, il conte Stefano Roverizio di Roccasterone, originario di Ceriana, che avrebbe a più riprese ricoperto la carica di sindaco della città e sarebbe stato anche eletto deputato al Parlamento Subalpino. Ben presto si convinse che la città poteva diventare una meta per il turismo di élite che allora stava cominciando lentamente a muovere i primi passi. Essa si trovò quindi al centro di un gruppo di intraprendenti cittadini che puntava decisamente a trasformare Sanremo in una importante stazione turistica.

Nel 1855 fece costruire la prima villa sulle alture del Berigo, ad ovest della città, per affittarla a scopi turistici durante la stagione invernale. Per far conoscere ulteriormente la nostra città all’estero, invitò nel 1858, nella sua villa del Berigo, il barone Boris d’Uxkull, zio dell’ambasciatore russo a Roma, e tramite questo conobbe il direttore dello stabilimento dei bagni di Bad Gastein dottor Gustavo Pröell, il quale, a sua volta, la mise in contatto con i medici più rinomati della Germania, che contribuirono a diffondere il nome di Sanremo nel loro paese.

Fu sempre lei a scrivere, per prima, un bellissimo articolo su Sanremo, pubblicato nel 1854 sul giornale parigino «La Presse», mentre cinque anni dopo inviò una lettera a Giovanni Ruffini a Londra per invitarlo a pubblicare qualche articolo sui giornali inglesi riguardante le bellezze della sua terra. Nell’ambito della sua attività propagandistica si avvalse anche della collaborazione dei due medici Francesco Onetti e Gio Batta Panizzi, che scrissero numerosi articoli documentati con molti dati sul clima di Sanremo e della Riviera di Ponente. Morì a Sanremo l’11 dicembre 1916″. 

(Foto di Sanremostoria.it)

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