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Ranzo ospita il presepe vivente per l’Epifania

L'iniziativa, che coinvolge la comunità parrocchiale di Ranzo e Bacelega vuole essere un momento per stare insieme, tra preghiera, sapori di un tempo ed antichi mestieri

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Ranzo. Secondo “round” per l’edizione numero 26 del Presepe Vivente nel pomeriggio dell’Epifania.

A partire dalle 16, intorno alla chiesa parrocchiale, in un contesto accuratamente allestito, vengono proposte le attività e le ricette che un tempo caratterizzavano l’entroterra, mentre durante la messa- inizio alle 17, con monsignor Mario Ruffino- compiono il loro ingresso nel presepe allestito in chiesa i bambini del paese, i più piccoli vestiti da angioletti, i più grandicelli riproducendo in miniatura i mestieri di un tempo.

L’iniziativa, che coinvolge, in tutte le età, la comunità parrocchiale di Ranzo e Bacelega vuole essere un momento per stare insieme, tra preghiera, sapori di un tempo ed antichi mestieri. “Il presepe – dicono gli organizzatori – coniuga la riscoperta della storia del territorio all’attualità del Natale, ed anno dopo anno è diventato un appuntamento conosciuto e partecipato oltre i confini di Ranzo”.

“É molto – proseguono - lo sforzo che coinvolge una piccola comunità come la nostra, ma anche con la gioia di cercare di offrire quello che possiamo, che poi qualcuno moltiplica: non pensavamo che la nostra proposta di un gruppetto di allora giovani per animare e vivacizzare un po’ le feste natalizie in Parrocchia arrivasse fin qui”.

“Col nostro presepe – riflettono – desideriamo raccontare che, come scrive il Papà nella “Evangelii gaudium”, Dio “abita nelle case, nelle strade, nelle piazze”, che “vive tra i cittadini promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia”.

“Solidarietà, fraternità, desiderio di bene – chiosano - sono il grande patrimonio che ci viene dalla cultura “contadina” del nostro territorio: l’umiltà con cui i nostri nonni si dedicavano al lavoro, sapevano gustare la bellezza dello stare insieme sono segni di questo amore di Dio che opera nella vita della gente, di un Vangelo vissuto nella semplicità, e non sono un pezzo da museo, ma il tesoro più prezioso delle nostre comunità, da vivere ogni giorno”

“Col presepe – concludono – vogliamo aiutare anzitutto noi, la nostra comunità, le persone che sempre numerose vengono a trovarci a ritrovare, almeno a Natale, questo sguardo, di cui anche il Papa, che ci fa vivere meglio, in maniera più bella e umana”.

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