“Le SS bastonavano i bambini”. Il doloroso ricordo del 94enne Bartolomeo Crespo, sopravvissuto all’Olocausto

Deportato in un lager nei pressi di Hannover

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Sanremo. “Ci facevano lavorare anche 16 ore al giorno e le SS bastonavano i bambini”. Inizia così la scioccante testimonianza del 94enne Bartolomeo Crespo, deportato nel lager nei pressi di Hannover durante la seconda guerra mondiale.

Il primo impatto con questa dura realtà è stato vedere al mio risveglio i cadaveri di altri prigionieri essere raccolti e trascinati all’interno di una buca comune, precedentemente scavata dai tedeschi.
Successivamente mi obbligarono a lavorare nei forni per 12 ore al giorno. Mangiavo pochissimo,pensavo di morire. Le mie giornate erano tutte uguali fino a quando, il 22 marzo del 1945, un terribile bombardamento distrusse completamente la città che mi teneva prigioniero.Si contarono 80.000 vittime. Fortunatamente io e altri prigionieri, durante la mattanza,riuscimmo a nasconderci all’interno dei rifugi tedeschi.Appena cessato il bombardamento uscimmo e scappammo verso la campagna”.

Continua raccontando un altro episodio che non dimenticherà mai – “ Vidi un bambino di 10 anni che per aver tentato di mangiare un pezzo di tonno trovato per terra fu pesantemente bastonato.Il piccolo si mise in ginocchio senza versare una lacrima, non riusciva nemmeno ad alzarsi”.

Bartolomeo conclude raccontando l’ennesimo bombardamento vissuto in quel periodo – “Sentimmo suonare l’allarme, gli aerei iniziarono a sganciare le bombe. La guardia che ci controllava ci permise di andare in un tunnel abbandonato, fu solo così che riuscimmo a salvarci. Tuttavia la bomba uccise parecchi ebrei, incluso il ragazzo precedentemente picchiato. Al termine della guerra le truppe americane ci riportarono finalmente a casa, ma ormai mia madre purtroppo era già morta a causa della guerra, era una partigiana”.

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