“La città che credevo grigia”, il cortometraggio degli alunni della scuola media di Pieve di Teco foto

L’idea è partita dagli allievi che, anche attraverso attività di brainstorming, hanno scritto il racconto e contribuito a realizzare la sceneggiatura, coordinati dai docenti

Pieve di Teco. “La città che credevo grigia” è il titolo del cortometraggio realizzato dagli alunni della scuola secondaria di 1° grado nell’ambito dei laboratori pomeridiani di audiovisivi e tecniche cinematografiche guidati dai professori M. Beltramo e D. Vatteone.

La trama: il ragazzo più bravo della scuola viene messo in ombra dall’arrivo di una brillante ragazzina proveniente dalla grande città; per reazione lui si isola, comincia ad andare male a scuola, diventa aggressivo e nervoso e si rifugia nella realtà virtuale proposta dai videogiochi. Riesce a superare questo momento difficile grazie al supporto di compagni, che prima non considerava, e che diventeranno i suoi migliori amici.

Attraverso la trama, il video si propone di approfondire temi come l’amicizia, la solidarietà e di stimolare una riflessione sull’utilizzo esasperato dei videogiochi. L’idea è partita dagli alunni che, anche attraverso attività di brainstorming, hanno scritto il racconto e contribuito a realizzare la sceneggiatura, coordinati dai docenti.

I ragazzi durante la produzione del video si sono suddivisi i ruoli: attori, aiuto regista, microfonista, operatore del ciak. Per le riprese del paese con l’ausilio di droni ci si è avvalsi della collaborazione con l’associazione “Wepesto”.