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Disturbo ossessivo compulsivo nel cane, come gestirlo

Mostra comportamenti ripetitivi, come rincorrersi ossessivamente la coda o inseguire continuamente le ombre o luci

Recenti studi svolti negli Stati Uniti e condotti dalla dottoressa Niwako Ogata, che insegna etologia al Purdue University College of Veterinary Medicine in Indiana, hanno evidenziato con esami di laboratorio, che cani affetti da Dcc e persone affette da disturbo ossessivo compulsivo (Doc)  condividono le stesse anomalie cerebrali.

La Dcc è una malattia psichiatrica che può manifestarsi in vari modi. Se il cane mostra comportamenti ripetitivi, come rincorrersi ossessivamente la coda (spinning), inseguire continuamente le ombre o luci, o “fissazione” per alcuni giochi e/o insetti, fino al leccamento ossessivo di alcune parti del corpo (di solito zampe e coda) fino ad arrivare all’automutilazione, allora può essere affetto da Dcc.

Come gestire un cane con disturbo ossessivo-compulsivo?

Per prima cosa, i proprietari dovrebbero osservare ogni comportamento troppo ripetitivo, come inseguire le ombre, dare morsi all’aria, mordersi i fianchi o il pelo, rincorrersi la coda, leccarsi o masticarsi a sangue le zampe. Nel caso si notasse uno di questi comportamenti ossessivi, è meglio evitare di assecondarli per non rinforzarli ulteriormente. Per esempio, se quando un cane insegue la propria coda lo si scambia per un gioco e gli si presta attenzione, magari prendendola per una cosa divertente, c’è il rischio che si senta incoraggiato e continui a farlo. Non dobbiamo alimentare la cosa ma dobbiamo cercare di ridurla.

È molto probabile che ci siano fattori di stress che potrebbero innescare l’azione ripetitiva. Se si dovesse notare, giorno dopo giorno, che il proprio cane iniziasse a eseguire un comportamento ripetitivo per reazione a un rumore forte, evitare quel rumore sarebbe la cosa migliore da fare. Questo è un esempio ovviamente ma qualsiasi stimolo che possa innescare questo tipo di reazione deve essere il più possibile evitato.

Una cosa che si può fare e che si dovrebbe fare anche con cani che non hanno ancora nessun problema è quella di iniziare ad far eseguire loro attività mentali che gli insegnano a pensare. Un cane che sa pensare è un cane che riesce a gestire molto meglio le sue emozioni, le sue difficoltà, il suo stress. Per esempio, la ricerca olfattiva eseguita nel modo corretto potrebbe essere molto utile come attività di questo tipo. Prima che i cani fossero addomesticati, passavano molto tempo e utilizzando molta energia mentale alla ricerca di cibo, ora gli viene semplicemente riempita la ciotola.

Un gioco invece sconsigliato è quello della pallina stile braccio meccanico. Andare in spiaggia o in un prato e tirare continuamente la pallina per farsela riportare, oltre a non avere nessun senso può diventare molto deleterio, aumentare l’eccitazione a dismisura e sviluppare un’ossessione. Attenzione, non sto dicendo che non bisogna giocare con la pallina ma sicuramente è bene farlo in modo diverso così da condividere, collaborare, variare in base all’arousal (stato di eccitazione del cane) evitando di mandarlo in un escalation di comportamenti che possono a lungo andare provocare danni difficili da recuperare.

Infine ricordiamoci: “siamo responsabili del loro comportamento e abbiamo il dovere di prevenire e affrontare il problema sforzandoci di comprenderlo meglio”. Nel caso in cui notaste alcuni di questi comportamenti cercate di comprendere il vostro cane perché alla base di determinati atteggiamenti c’è sempre una motivazione, ed è  bene quindi rivolgersi ad un educatore esperto in recupero comportamentale, che possa seguirvi al meglio prima che la situazione degeneri.

Educatore e rieducatore comportamentale cinofilo Luca Suman
evoluzionecinofila@gmail.com
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Tel. 3401447161

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