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Decreto sicurezza, Pd Sanremo appoggia la posizione dei sindaci Biancheri e Ioculano

"La risposta data col decreto sicurezza, voluto dal ministro dell'interno, presenta infatti una serie di problematiche i cui effetti lo trasformerebbero rapidamente in un decreto anti-sicurezza"

Sanremo. “Il Partito Democratico di Sanremo apprezza e condivide l’intervento del sindaco Alberto Biancheri e del sindaco Enrico Ioculano in merito al tema del decreto sicurezza.

Riteniamo imbarazzante che il ministro dell’interno che solo poco tempo fa, quando era all’ opposizione, incitava i sindaci alla ribellione contro la nuova legge sulle unioni civili oggi invece minacci i sindaci che chiedono di rivedere il “suo” decreto.

A chi come la Lega porta avanti il ritornello che o si sta con gli immigrati o con gli italiani chiediamo risposte concrete e ricordiamo che, essendo loro ora al governo, non possono scaricarsi dalle proprie responsabilità con gli slogan, visto che non riescono ad espellere neppure un personaggio pericoloso come “Maradona”, che è tornato a Sanremo. La risposta data col decreto sicurezza, voluto dal ministro dell’interno, presenta infatti una serie di problematiche i cui effetti lo trasformerebbero rapidamente in un decreto anti-sicurezza.

Abolisce infatti i permessi di soggiorno per motivi umanitari, già concessi per due anni e li sostituisce con sei tipologie specifiche, di durata più breve e talvolta non rinnovabili: vittime di tratta o di sfruttamento, violenza domestica, per cure mediche, per calamità nel paese d’origine, per atti di particolare valore civile. Questa scelta ha effetti devastanti sul sistema d’accoglienza soprattutto sugli immigrati già presenti perchè da un momento all’altro si potrebbero trovare in strada nell’illegalità più completa. Nel 2017 su un totale di più di 81 mila richieste d’asilo solo il 25 per cento ha ricevuto la protezione umanitaria.

Ora, applicando il d.l. “Sicurezza”, aumenterà l’immigrazione illegale o irregolare, che spesso accompagna un aumento della criminalità perché si tratta di immigrati che, non potendo accedere al mercato del lavoro, non hanno alternative e rimangono in una sorta di “terra di nessuno”. La Lega aveva promesso il rimpatrio di almeno mezzo milione di immigrati ma ora il governo non riesce a chiudere accordi con gli Stati dove poterli reimpatriare e infatti i migranti irregolari riportati nei paesi di origine nei mesi di giugno, luglio e agosto 2018 sono stati 1296, un numero in calo rispetto ai 1506 dello stesso periodo del 2017 col governo Gentiloni.

Inoltre, il d. L. agisce contro l’integrazione, con la scelta di limitare il sistema degli Sprar,istituito 16 anni fa che ha come scopo di offrire «progetti di accoglienza integrata». Le strutture Sprar sono gestite dal terzo settore in collaborazione con gli enti locali, sono piccole e diffuse e hanno offerto le migliori risposte in termini di integrazione e sicurezza , rispetto al sistema emergenziale dei centri Cas, che per di più fanno lievitare i costi.

Per questi motivi concreti e lontani dalla visione di chi fa solo demagogia su un tema così delicato, riteniamo che i sindaci facciano bene a chiedere di rivedere alcune norme del decreto che rischiano davvero di creare più insicurezza nelle nostre città.
Solo evitando situazioni di clandestinità e di illegalità degli immigrati già sul nostro territorio si può consentire una maggiore sicurezza x le nostre città, ma per farlo occorre pensare a percorsi di integrazione”.

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