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Sanremo, troppe consulenze esterne e blocco delle assunzioni: il Comune impone paletti alle partecipate

L'amministrazione punta a ridurre le spese delle proprie società controllate

Sanremo. Stop agli incarichi esterni e blocco delle assunzioni. Il Comune corre ai ripari e detta nuovi indirizzi in materia alle proprie società partecipate.

Dopo gli scandali delle super consulenze che avevano riguardato in primis Rivieracqua – sulle quali è in corso un’inchiesta delle Fiamme Gialle – e le polemiche che hanno sollevato i sindacati rispetto a quelle elargite dalla Casinò Spa, l’amministrazione comunale tenta di riprendere in mano le redini delle proprie controllate dettando le regole alle quali dovranno attenersi i consigli di amministrazione delle controllate di Palazzo Bellevue.

Prima di affidare un incarico esterno i vertici societari dovranno richiedere un numero minimo di preventivi da comparare. La delibera del Cda dovrà, inoltre, contenere una motivazione puntuale sulle necessità dell’affidamento della consulenza, la quale potrà essere assegnata solo dopo aver verificato che non sia presente un’idonea professionalità interna alla struttura societaria in grado di poter svolgere lo stesso compito.

La parcella approvata, infinte, deve essere congrua alla tabelle professionali.

Per raggiungere l’obiettivo di contenere i costi, il Comune tira il freno a mano anche sul versante delle assunzioni. Le società partecipate che hanno esercizi negativi o squilibri finanziari evidenti non potranno più assumere. Il ricorso al lavoro interinale viene consentito solo per periodi limitati di tempo, qualora non se ne possa fare a meno per il mantenimento di un servizio fondamentale.

Premi di produzione e contrattazione di secondo livello sono possibili solo quando i conti chiudono in utile. Gli organi apicali dovranno anche procedere all’accorpamento degli uffici e alla conseguente riduzione delle figure dirigenziali.

Questa è la ricetta che l’amministrazione comunale mette in campo per raggiungere gli obiettivi di efficienza che si è data per il prossimo triennio 2019-2022. La cura però, a vedere l’andamento delle società che dovranno recepirla, sembra arrivare quando il paziente è sull’orlo di trapassare.

Rivieracqua, con 1 milione e 800 mila euro circa di consulenze esterne in tre anni, ha scoperto di aver chiuso il bilancio 2017 con una perdita di oltre 6 milioni e attualmente il suo futuro è legato all’approvazione del concordato preventivo da parte del tribunale fallimentare.

Area24, nonostante l’ingente patrimonio immobiliare – non solo la pista ciclabile ma anche le strutture di pregio delle ex stazioni ferroviarie e i tanti parcheggi sparsi sulla costa – ha registrato 29 milioni di perdite e a giugno è stata messa in liquidazione dai propri soci: Comune, Filse (la finanziaria di Regione Liguria) e Banca Carige.

Riviera Trasporti, nella quale Sanremo è socio di minoranza con poco meno del 20 percento delle quote, ha un bilancio in negativo per 19 milioni e il suo futuro è condizionato alla valorizzazione immobiliare del deposito di San Martino.

Le nuove direttive della Giunta invece non riguarderanno le altre società partecipate sulle quali la Città dei Fiori non esercita controllo di gestione. Tra queste la principale è sicuramente il Casinò, che a proposito di consulenze esterne eguaglia Rivieracqua toccando il milione e 850 mila euro dal 2015 all’anno in corso.

Chiude il cerchio la Fondazione Orchestra Sinfonica, salvata dalla giunta Biancheri che le ha rinnovato la linea di credito in consiglio comunale, ha tappato i propri problemi di bilancio grazie al taglio degli stipendi dei professori d’orchestra.

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