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Nel presepe di San Benedetto Revelli il ricordo del ponte Morandi fotogallery

Il parroco don Stefano “La Natività è quel pilastro che unisce l'umanità al cielo”. Baldassarre “Abbiamo bisogno di ponti non di muri”

Imperia. Il crollo del Ponte Morandi di Genova che lo scorso 14 agosto ha causato 43 vittime finisce nel presepe.

L’associazione “Amici del Presepe” che allestisce da 15 anni la rappresentazione della natività in forme sempre diverse e collegate con l’attualità nella  chiesa di San Benedetto Revelli alla Foce ha deciso di collocare la culla del Bambino al posto della campata crollata.

Dice il parroco don Stefano Caironi: “Nelle sacre scritture il ponte è spesso utilizzato come tramite tra Dio e l’uomo. La Natività è quel ponte che unisce l’umanità al cielo”.

In distribuzione a offerta c’è anche il calendario con le migliori fotografie di 15 anni di presepe. Il ricavato sarà destinato alle famiglie indigenti della parrocchia.

Orlando Baldassare a nome degli Amici del Presepe sottolinea proprio lo slogan richiamato sulla copertina del calendario: “Abbiamo bisogno di ponti, non di muri“.