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Imperia, area “ex ferriere”. Sinistra in Comune chiede discussione progetto in consiglio comunale

"Al danno si aggiunge la beffa dell'annuncio dei fantasmagorici progetti produttivi che potrebbero avviarsi grazie a questa operazione"

Imperia. “L’annuncio fatto dall’amministrazione comunale della presentazione di un’ipotesi di variante del progetto edilizio dell’area ex ferriere, su cui ci sarebbe l’interesse di non specificati imprenditori lombardi e piemontesi, non coglie troppo di sorpresa. Fa seguito alle notizie sulle ipotesi di cambio di destinazione d’uso dello stabilimento Agnesi di pochi giorni fa, a cui il sindaco ha già annunciato la disponibilità dell’amministrazione dichiarando che “l’Agnesi fa parte della storia” e che “non si può lasciare un monumento vuoto”, a cui evidentemente è collegata. Perchè la proprietà di entrambi è guarda caso del gruppo Colussi e perchè il loro destino doveva essere legato. Almeno così era negli accordi poi non rispettati da Colussi. L’imprenditore aveva ottenuto, con la complicità della giunta di centro destra a guida Sappa, l’abbattimento delle vecchie ferriere e la concessione in quell’area di un progetto edilizio imponente nelle volumetrie a fronte di un piano di investimenti nello stabilimento di produzione della pasta e conseguenti garanzie sull’occupazione degli operai Agnesi”. Dichiara Lucio Sardi (Sinistra in Comune – Sinistra Italiana) in merito alle novità illustrate ieri dal sindaco Claudio Scajola e dal suo vice Giuseppe Fossati per l’area delle “ex ferriere”.

“Ora che è chiaro a tutti che Colussi non ha rispettato i patti stretti, anche se in modo ambiguo, ai tempi della giunta Sappa”, aggiunge Sardi, “Nel momento della crisi definitiva dell’Agnesi, il consiglio comunale, purtroppo in colpevole ritardo, ha votato all’unanimità la mozione di Imperia Bene Comune che impegnava il comune a non concedere varianti che consentivano a Colussi di rinviare i ormai brevi tempi di decadenza della concessione edilizia. Infischiandosene della decisione del Consiglio, ora arriva in soccorso del gruppo Colussi la giunta Scajola. Nel consolidato stile delle giunte di centrodestra degli ultimi venti anni, si antepongono alle ragioni della città e dei lavoratori quella della speculazione edilizia. Invece di sbarrare la strada al gruppo responsabile della perdita di centinaia di posti di lavoro in questa città e della perdita di un marchio che ne rappresentava un simbolo, si annuncia con entusiasmo l’ultimo omaggio offerto a chi ha umiliato e preso in giro Imperia”.

E ancora. “Al danno si aggiunge la beffa dell’annuncio dei fantasmagorici progetti produttivi che potrebbero avviarsi grazie a questa operazione e che porterebbero ad avere nel settore del digitale “quasi il doppio dei posti di lavoro di quelli dell’Agnesi. Ovviamente il progetto di variante sarebbe a dire dell’amministrazione, migliorativo del precedente e con minori volumetrie, dichiarazione ad effetto di cortina fumogena sul vero effetto di una variante che regala invece a Colussi tempo preziosissimo per completare, con l’ormai esplicito sostegno della giunta Scajola, tutti i suoi colossali progetti speculativi, compreso quello sullo stabilimento”.

“Siccome siamo convinti cultori della memoria delle vicende di questa città, ci tornano in mente gli annunci sui posti di lavori che si sarebbero avuti col porto turistico e gli analoghi attestati di stima verso imprenditori che, allora Caltagirone ed oggi Colussi, non godono di curriculum imprenditoriali rassicuranti. Chissà che a breve il sindaco Scajola non proponga la cittadinanza ordinaria ad un imprenditore così “affezionato” alla nostra città“, conclude Sardi, “Per il dovuto rispetto alle istituzioni e delle deliberazioni assunte su questa vicenda dal consiglio comunale, chiediamo con forza che di questa richiesta di variante si faccia una discussione in consiglio affinché questa eventuale scellerata scelta venga almeno presa assumendosene piena responsabilità. Chiediamo inoltre di affrontare contestualmente le due scelte urbanistiche dell’area ex ferriere e stabilimento in quanto per le ragioni sopra esposte non possono essere scisse l’una dall’altra. In questo modo sarà ancora più chiara per i cittadini imperiesi la responsabilità di quanto avvenuto”.

 

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