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I detenuti del carcere di Sanremo mettono in scena lo spettacolo teatrale “Il gigante”

Rappresentato dal grande cancello del carcere che di volta in volta si apre e segna l'inizio di una nuova realtà

Sanremo. Giovedì 13 e venerdì 14 dicembre, presso la Casa di Reclusione, si è concluso il progetto C.A.T.S. (Cinema Arte Teatro Sport) che ha coinvolto per mesi numerosi enti della provincia in una serie di discipline applicate al sociale. Venerdì si è tenuto l’incontro conclusivo, a seguito della rappresentazione teatrale “Il gigante”.

“Il gigante” è il grande cancello del carcere che di volta in volta si apre e segna l’inizio di una nuova realtà. Verso questa nuova vita stanno andando i protagonisti (tutti detenuti) dello spettacolo teatrale che si è svolto giovedì 13 dicembre presso il teatro della Casa di Reclusione di Sanremo sotto la guida di Davide Barella, Fabrizio Prisco e Claudio Motosso.

Lo spettacolo si svolge in un bar: “La bodeguita del chupito” un perfetto bar da ex galeotti. Qui si ritrovano quattro ragazzi appena usciti dal carcere , le loro emozioni sono molto simili: euforia per la libertà ritrovata, perplessità per le incognite che la nuova vita gli presenterà, ansia per l’accoglienza che famigliari e amici gli riserveranno; però la sensazione più forte che è rimasta dentro ognuno di loro è il suono delle chiavi, che questa volta non hanno chiuso la porta davanti a loro, ma alle loro spalle, e non una porta qualsiasi ma il portone del gigante.

Il barista ascolta attentamente e ripensa a tutti i ragazzi già passati di lì: chi protestava per un lavoro che non si trova, chi cercava qualche spicciolo per campare, chi desiderava bere un buon caffè caldo , chi trascinava il sacco nero con dentro i propri stracci e che puntualmente buttava appena ne aveva l’occasione. Prova ancora emozione ripensando al racconto di quel tale che desiderava correre in riva al mare e mentre correva gli venne incontro il suo passato e capì che doveva ricominciare da capo, senza smettere di correre anche se la strada a volte è sempre più cupa e in salita.

Ormai è tardi, il barista deve chiudere, offre quindi a tutti i ragazzi un’ultima birra e li guarda andare via: il gigante è alle loro spalle, si apre ora la porta verso la nuova vita.

“Siamo davvero stanchissimi, -hanno dichiarato i tre docenti, i professori Prisco, Barella e Motosso- anche perché il progetto ci ha occupati tre giorni alla settimana per nove mesi, incastrandosi fra le attività d’insegnamento che abbiamo nelle rispettive scuole, ma proprio per questo siamo ancor più orgogliosi di quanto fatto; i ragazzi si sono rivelati ottimi autori, attori e scenografi; fra drammaturgia, scrittura creativa, sport hanno mostrato grande dedizione, impegno massimo e talento. Hanno acquisito nuove competenze e ampliato gli orizzonti. E anche noi, fra quelli alla prima esperienza carceraria e quelli che invece lo fanno da sedici anni, c’è grande soddisfazione e gratificazione”.

Il progetto C.A.T.S. presso la C.R. di Sanremo si è svolto grazie al paternariato con scuola edile di Imperia, ARCI,UISP, centro pastore e liceo psicopedagogico “Amoretti”.

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