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Dolcedo, divieto di transito con mezzi a motore nell’area naturalistica del Monte Faudo

Sono previste deroghe solo per il transito dei mezzi di soccorso e per il trasporto delle persone disabili

Dolcedo.  Il Comune di Dolcedo, all’interno dell’area naturalistica del Monte Faudo, ha installato i primi cartelli per i divieti di transito con mezzi a motore su tutti sentieri, le mulattiere, i prati e sulla strada sterrato del giro del bosco. Tali percorsi restano di esclusivo uso per passeggiate a piedi o a cavallo, in mountain bike o per attività sportive out door in genere.

Il regolamento per l’utilizzo delle aree e dei percorsi del Monte Faudo è stato redatto ai sensi delle leggi regionali vigenti in materia di disciplina della circolazione fuoristrada dei mezzi motorizzati nella Regione Liguria e della R.E.L. – Rete di fruizione escursionistica della Liguria, e prevede sanzioni per chi non rispetta questi divieti.

Sono previste deroghe solo per il transito dei mezzi di soccorso e per il trasporto delle persone disabili.
Il sindaco Giovanni Danio: “Dopo l’approvazione del Regolamento che disciplina l’uso dell’Area Naturalistica del Faudo sul territorio del Comune di Dolcedo, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, abbiamo installato i primi cartelli di divieto di transito per tutti i mezzi a motore sui sentieri, sulle mulattiere, sui prati e sulla strada bianca dell’anello del bosco”.

Al momento rimane aperta solo la strada principale per il Faudo con il limite di 20 km/h, anche se l’invito è quello di
frequentare l’Area Naturalistica del Faudo senza mezzi a motore. Valuteremo in futuro se prendere altri provvedimenti in merito. Per troppi anni le aree montane del Faudo sono rimaste in abbandono e sono diventate terra di nessuno. Durante l’ultimo Consiglio Comunale è stato acquisito agli atti del Comune un ampio dossier fotografico dove sono evidenti i danni inferti al nostro già fragile territorio dal passaggio dei mezzi a motore fuoristrada, a due o quattro ruote, sulle mulattiere, sui sentieri e sui prati. Ciò non è più tollerabile. Siamo ben consapevoli che la strada è ancora lunga e passa da una corretta educazione ambientale e dal rispetto per il nostro territorio, ancor prima che da divieti e
sanzioni.

Abbiamo appreso da fonti di stampa dell’esistenza di un progetto pilota per il presidio antincendio del territorio da effettuarsi nei fine settimana estivi con l’ausilio delle moto da enduro e dei motoclub locali e che interesserebbe le provincie di Salerno, Latina, Cosenza e Imperia. A noi non è pervenuta alcuna comunicazione in merito, tuttavia ringraziamo per questo eventuale servizio di presidio antincendio e auspichiamo fin d’ora la massima collaborazione da parte di tutti per il rispetto dei divieti e della segnaletica.

Pertanto, nell’Area Naturalistica del Faudo tutti i mezzi a motore dovranno osservare i divieti e limitarsi a transitare solo sulla strada che porta al Faudo alla velocità massima di 20km/h, senza invadere i prati, i sentieri e il bosco.

Per questo abbiamo già chiesto la massima collaborazione da parte del Prefetto, della Provincia e delle Forze dell’Ordine preposte alla vigilanza nelle aree ambientali, affinché si possano intensificare i controlli e scoraggiare qualsiasi pratica scorretta di uso della montagna”.

Pierangela Fierro Trincheri, consigliere comunale: “Ogni giorno ci bombardano con notizie tragiche in ogni settore e questa ripetitività pare convincerci che questa è la regola. Ma accanto a questo mondo di negatività ci sono tante, tantissime persone che ancora credono nel rispetto, nel lavoro, nella morale, nella condivisione e, nel merito, amano il nostro entroterra.

Questo è dimostrato dal seguito che sta avendo l’iniziativa di salvaguardia del territorio del Monte Faudo, per troppo tempo lasciato in balia dell’incuria e della prepotenza di pochi. Mi auguro che ancora molti si lascino coinvolgere in questo progetto e che tutti facciano sentire così la loro voce”.

Paolo Gollo, consigliere comunale: “Questo progetto per la tutela dell’Area del Faudo è partito dal basso. Abbiamo raccolto i contributi volontari da parte di molte attività produttive di Dolcedo (aziende agricole, agriturismi, strutture ricettive, frantoi, associazioni locali, attività commerciali) con la finalità di acquistare la cartellonistica per attrezzare i sentieri di montagna, iniziando così a mettere in atto quanto deciso dal consiglio comunale. Fin da subito abbiamo avuto un riscontro positivo e tanta partecipazione al progetto.

L’obiettivo è di tutelare questi luoghi di montagna e promuoverli per un’accoglienza turistica rivolta alle famiglie, alle scuole, al trekking a piedi o a cavallo, alle mountain-bike, in una parola al turismo verde. Oltre al valore naturalistico nell’Area del Faudo ci sono innumerevoli testimonianze della cultura contadina, opere in pietra da preservare e visitare. Il lavoro è solo all’inizio e c’è molto da fare.

L’ambizione è quella di arrivare ad un’offerta turistica completa “mare-monti” da integrare con la fattiva collaborazione dei Comuni vicini, con alcuni dei quali abbiamo già avviato utili condivisioni sul tema e sulla necessità di fare sistema per la tutela ambientale e la promozione turistica.

Desideriamo ringraziare le molte attività produttive di Dolcedo che hanno condiviso questo progetto e lo hanno sostenuto, nonché i volontari che stanno aiutando nella realizzazione del progetto. Altri operatori hanno chiesto di aderire all’iniziativa e per questo li ringraziamo”.

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