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Caso Agnesi, Potere al Popolo: “Si avvii una trattativa tra Colussi e la città di Imperia”

"Il flebile intervento dell'amministrazione Scajola che esclude il mutamento della destinazione d'uso industriale dell'area ci è oltremodo gradito, ma non ci rassicura"

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Imperia. Potere al Popolo Imperia si esprime sulla vicenda Agnesi:

Intendiamo fare chiarezza sulla vicenda Agnesi, visto che non abbiamo mai parlato di richiesta di variazione di destinazione d’uso, né di investimenti o offerte.

Abbiamo invece informato la cittadinanza in merito all’evoluzione della questione Agnesi; constatiamo, e non ne siamo neppure troppo sorpresi, che l’amministrazione comunale non ha neppure tentato di articolare una risposta ai numerosi quesiti che abbiamo posto, focalizzando l’attenzione sulla dimensione eminentemente speculativa dell’intera questione. Anzi, le risposte fornite nel merito distraggono l’attenzione dei cittadini riguardo le domande riferite a questioni concrete inerenti l’accordo sottoscritto relativo al ricollocamento di alcuni dipendenti Agnesi.

L’amministrazione, e neanche questo ci stupisce, mai una volta nelle scarne risposte fornite, ha citato i lavoratori Agnesi e le famiglie che gravitavano sull’indotto, né si esprime in merito all’accordo sottoscritto e depositato presso l’ispettorato del lavoro. Noi ci poniamo come interlocutori negli interessi della città e chiediamo che si avvii una trattativa tra Colussi e la città di Imperia in tutte le sue articolazioni istituzionali e sociali.

Sottolineiamo che il contratto, depositato all’ispettorato del lavoro nel 2016 fra Colussi, Confindustria e sindacati, che già penalizzava fortemente l’occupazione a Imperia articolandosi in delocalizzazioni, proponeva per Imperia la creazione di non più di 15 posti di lavoro nell’iniziativa museale, e che neppure in questo caso è stato avviato.

Il flebile intervento dell’amministrazione Scajola che esclude il mutamento della destinazione d’uso industriale dell’area Agnesi ci è oltremodo gradito, ma non ci rassicura; a partire dal 2001 abbiamo assistito al progressivo smantellamento dell’attività produttiva fino all’inevitabile chiusura.

Precisiamo inoltre che Colussi non ha comprato “un’area dismessa” ma un’attività produttiva industriale per nulla obsoleta; si tratta di agroalimentare e di qualità, non di miniere di carbone, tanto più nella città simbolo della dieta mediterranea. Un’attività che unisce lavoro ed economia ad una promozione turistica senza pari.

Quanto poi alla Porta del Mare, ben conosciamo il progetto e la bocciatura della variante chiesta da Colussi; allora l’amministrazione, almeno a parole, difese le ragioni dell’attività produttiva; vorrà continuare a farlo?”.

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