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Capodanno in Riviera, chi ci ha creduto ha fatto centro: sold out negli alberghi aperti

Per Federalberghi tre-quattro notti di tutto esaurito nelle strutture ricettive che non hanno sospeso l'attività

Imperia. Chi ci ha creduto ha fatto centro. Sarà un Capodanno sold out nelle strutture ricettive che non hanno sospeso l’attività con l’arrivo della bassa stagione.

È quanto prevede a San Silvestro Federalberghi Imperia, di cui il presidente Igor Varnero parla di «tre-quattro notti di tutto esaurito negli alberghi rimasti aperti, il 30% delle strutture totali in provincia e il 70% nella zona tra Sanremo e Bordighera».

Le feste di Natale in Riviera hanno visto quasi la metà degli alberghi chiusi, compresi cinque e quattro stelle. «Rispetto allo scorso anno – dice Varnero – sono aumentate le chiusure eccellenti, quasi mille camere in meno rispetto alla normale capacità ricettiva delle città».

Altre strutture, invece, pur rispettando lo stop di bassa stagione, hanno colto l’occasione portata dal turismo natalizio e si sono fatte trovare già aperte durante il ponte dell’Immacolata, mentre altre, ancora, hanno ripreso l’attività solamente per il 31 dicembre, risultando favorite dal bel tempo e dall’inizio dei saldi invernali. «Queste – spiega il presidente provinciale di Federalberghi – richiuderanno dopo l’Epifania e riprenderanno l’attività nel mese di febbraio».

Del resto, a eccezione della festa del 6 gennaio che in concomitanza a buone condizioni climatiche può portare anche numeri discreti derivati dal turismo last minute, gennaio, «non è conveniente restare aperti. Fino a qualche anno fa, prima dello spostamento della sfilata dei Carri Fioriti a marzo, l’apertura il primo mese dell’anno aveva un senso. Oggi non è più così, gennaio è un mese sguarnito di manifestazioni mentre i turisti hanno bisogno di una motivazione forte per muoversi: solo il clima non basta più, la concorrenza è molto alta».

E se il turismo straniero rappresenta uno zoccolo duro seppur stagionale (da giugno a settembre), nell’ultimo anno l’Imperiese ha sofferto il mercato nazionale. «Da gennaio a ottobre 2018 – aggiunge Varnero – la nostra provincia ha contato 90 mila presenze in meno. In campo tanti fattori, tra cui gli effetti infrastrutturali e di immagine dovuti al crollo del ponte Morandi a Genova ad agosto. Ora non ci resta che gestire al meglio la tassa di soggiorno che può essere un volano importante per migliorare la situazione attuale dei flussi. Positivo invece che la Regione abbia recepito il codice identificativo per gli appartamenti così da contrastare il fenomeno delle case vacanze abusive».

 

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