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Arrestato ad Alassio Pier Paolo Pizzimbone, conosciutissimo a Imperia dove fondò una sede de Il Circolo

L'accusa sarebbe quella di estorsione

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Alassio. C’è anche il nome di Pier Paolo Pizzimbone, 49 anni, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Alessia Ceccardi nell’ambito dell’inchiesta su ambiente e rifiuti ad Alassio.
Nel primo pomeriggio di oggi sono scattati infatti due arresti: in manette, oltre all’imprenditore Mario La Porta, anche Pier Paolo Pizzibone, ex commissario provinciale di Fratelli d’Italia, dimessosi proprio a seguito dell’inchiesta.

Nato a Savona, negli anni 2000, Pier Paolo aveva fondato a Imperia col fratello Giovanbattista – già ai vertici della Ponticelli, azienda imperiese di smaltimento rfiuti, socia del Comune nella ecoimperiauna – una sede de Il Circolo, associazione politica di Marcello Dell’Utri che aveva sede nel Grattacielo, negli stessi locali della Ponticelli. Appassionato di politica, nel 2004 fonda i primi “Circoli del Buongoverno” in provincia di Imperia e Savona.
Noto alle cronache rosa per esser stato fidanzato della soubrette Stefania Orlando, Pizzimbone è stato anche Console Onorario della Repubblica Democratica del Congo a Imperia dal 2003 al 2009.
Molto legato agli ambienti del volontariato è Socio attivo come Soccorritore e Vice Presidente della Croce d’Oro di Imperia-Cervo

Per quanto concerne l’inchiesta che lo ha portato in carcere, al momento è il riserbo degli inquirenti è massimo, ma secondo quanto trapelato sembra che, per entrambi gli arrestati, l’accusa sia quella di estorsione, in parte consumata e in parte tentata: Pizzimbone e La Porta si sarebbero fatti consegnare una somma di denaro da un rappresentante della ditta che attualmente gestisce l’appalto dei rifiuti ad Alassio.

L’inchiesta è partita ufficialmente lo scorso 28 novembre 2018, con un blitz da parte dei poliziotti della squadra mobile di Savona in Comune ad Alassio. Quel giorno gli agenti visionarono e sequestrarono diversi documenti legati proprio al settore dei rifiuti (l’indagine infatti vede coinvolto anche l’assessore alassino all’Ambiente, Rocco Invernizzi al quale però, almeno per il momento, sono stati contestati solo reati contro la pubblica amministrazione).

 

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