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A Perinaldo un rondò e un belvedere intitolati a Maurizio Passerone e Ampelio Lorenzo Garini

A raccontare l'artista Garini è l'assessore Mauro Agosta

Perinaldo. Un rondò e un belvedere saranno intitolati rispettivamente al professor Maurizio Passerone e all’artista Ampelio Lorenzo Garini. Lo ha deciso l’amministrazione comunale del borgo della val Verbone, che ha motivato così la scelta intrapresa: “Il Prof Passerone e l’artista Garini hanno dato lustro al paese di Perinaldo ed ai limitrofi comuni, contribuendo a diffondere la conoscenza dell’Osservatorio Cassini e dell’estremo ponente ligure rendendolo oggetto dei propri studi e delle proprie opere”.

A tracciare un ritratto di Ampelio Lorenzo Garini, è l’assessore Mauro Agosta: “Nato a Bordighera il 4 ottobre 1916, Garini nel corso della sua vita frequentò in vari periodi e per motivi diversi Perinaldo, l’antico borgo dell’entroterra della Val Verbone dove si spense il 7 gennaio 2004”, scrive l’amministratore comunale, anch’egli artista, “A Perinaldo quindi trascorse i suoi ultimi anni nella casa di riposo “Emilio Croese”, dove coccolato e ammirato da tutti, gli venne riservata anche una stanza per poter continuare a dipingere ed esprimere la sua arte e dove allestì la sua ultima mostra, incontrando personalmente i suoi tanti amici, estimatori e collezionisti. Dedicò tutta la sua vita alla pittura e, come lui stesso definiva, alla libertà di dipingere”.
E ancora: “Le sue opere ricche di un cromatismo materico che le rende uniche e riconoscibili, spaziano da soggetti floreali a scene quotidiane, da fiabeschi boschi carichi di misteriose luci e ombre a figure arabeggianti: tutti soggetti che comunque furono dettati dalle sue esperienze dirette di vita. Per questo non è difficile sentire i critici e gli estimatori dividere temporalmente e con precisione i vari periodi, da quello Arabo a quello Sardo, da quello Bordigotto a quello Perinaldese suddiviso ulteriormente in due periodi distinti, intercalandoli frequentemente con periodi di riflessione religiosa. Proprio ai soggetti sacri, che videro dare alla luce fantastici dipinti e affreschi, si deve il suo primo avvicinamento a Perinaldo. Don Antonio Cassini, canonico della cattedrale di Ventimiglia, parroco del paese e appassionato d’arte, comprese a pieno lo spirito artistico del Garini, consentendogli di superare momenti di grave difficoltà, sponsorizzando e promuovendo il suo estro. Da quel momento le sue opere cominciarono con incisività rilevante a conquistarsi un posto nel panorama artistico italiano prima ed europeo poi. 
Numerosissimi i riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero conquistati grazie a una espressività che, impreziosita dalla forza del colore, non risulta mai statica, ma che contrariamente suscita continui mutamenti emotivi in un fantasioso e fiabesco viaggio tra i profumi e i colori della sua terra”.

Maurizio Passerone nasce a Perinaldo il 17 aprile 1913. Laureato in Lettere all’università di Genova, nel 1940 vince il concorso nazionale per l’insegnamento di italiano, latino e storia nei licei classici e viene assegnato alla sede di Potenza. Dal 28 ottobre 1943 è docente al liceo Cassini di Sanremo. Da qui, nel 1946 viene trasferito a Genova. Durante la sua lunga carriera, dedicata all’insegnamento e alla diffusione del sapere letterario tra i giovani, ha svolto un’intensa attività di conferenziere. Ha inoltre contribuito in modo essenziale a moltissime iniziative culturali centrate sul suo paese natale, in particolare per quanto attiene all’eredità lasciata dall’astronomo Gian Domenico Cassini. 
La sua attività pubblicistica è notevole, con approfondimenti su Dante Alighieri, Leopardi, Carducci, Pascoli, Papini, Ungaretti e Montale.

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