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Ventimiglia, ordinanza anti slot. In piazza oltre cento manifestanti: “Il proibizionismo alimenta attività malavitose” foto

"Facciamo notare che oggi il sindaco non c’è. Vuol dire che si sottrae al dialogo e che aveva meglio da fare. Ma questa è una vergogna"

Ventimiglia. “Siamo qui perché il sindaco ha deciso di impedirci di svolgere l’attività di raccolta del gioco tramite apparecchi legali. Lo ha fatto stabilendo che possiamo accendere le nostre macchine solo di notte. Il sindaco crede di fare il bene della sua comunità, tutelandola dai rischi connessi al gioco d’azzardo, ma in realtà otterrà l’effetto contrario, come sempre succede quando si va nel proibizionismo. Con il proibizionismo non si cura nessuna malattia, si alimentano invece le attività malavitose e la criminalità organizzata”. Lo ha detto Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, sceso in piazza stamani insieme a circa 150 persone, provenienti da tutta la Liguria e in parte anche dal Piemonte, per manifestare contro l’ordinanza anti slot firmata nei giorni scorsi dal sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, che ha vietato l’accensione delle slot machine, installate nelle tabaccherie e nei bar, dalle 7 alle 19, costringendo, di fatto, i gestori a restare aperti la notte per poter lavorare.

Manifestazione contro ordinanza Ioculano

Oltre alla FIT, era presente il Sindacato Totoricevitorie Sportive (STS) con il suo presidente nazionale Giorgio Pastorino e Assotrattenimento (Confindustria) con il responsabile regionale Raffaele Fasuolo.

“Il sindaco vuole dare alla sua città un’immagine pulita, ma solo di giorno. Non importa cosa accade in città di notte, ma solo perché di notte ovviamente la gente non vede”, aggiunge Risso, prima di rendere noti i dati forniti dall’Asl 1 imperiese in merito ai pazienti in cura per ludopatia e altre dipendenze: “In tutta la provincia di Imperia i pazienti ludopatici sono 14. Contro i 190 in cura per tossicodipendenza e i 123 per alcolismo, ma dell’alcol nessuno ne parla”.

E ancora: “Il gioco legale è una forma di svago, per chi non è ludopatico, e intrattenimento che non fa male a nessuno, relegarlo alle ore notturne è irragionevole e assurdo. Il sindaco non ha pensato al fatto che essendo inammissibile restare aperti 24 ore, la perdita per lo spegnimento delle macchine potrebbe costringere a licenziare il personale dipendente o a ridurne gli orari, o addirittura chiudere le attività. Se il sindaco avesse chiesto a noi, gli avremmo spiegato che i tabaccai sono operatori professionali, formati per legge. Ecco perché siamo qui: per fargli capire che la sua ordinanza è profondamente sbagliata. Vogliamo ragionare con il sindaco, se non riusciremo in questo intento faremo ricorso al Tar: i nostri legali stanno già lavorando per presentare il ricorso”.

“Di notte non c’è sicurezza per lavorare”, spiega Raffaele Fasuolo, “Vorremmo, dunque, che il sindaco cambiasse idea. Abbiamo anche chiesto di incontrarlo, ma lui oggi non c’è. Questa è una giunta che secondo noi è troppo di parte, una buona giunta avrebbe dovuto noi accontentare nessuno, e stare nel mezzo tra chi lavora e chi gioca”. E aggiunge: “Il sindaco ci ha negato l’incontro e ha fatto sapere che non ci sarebbe stato, ma noi andiamo avanti perché venga rispettato il nostro diritto al lavoro. Le nostre macchine sono in concessione dello Stato e vietarlo è davvero assurdo. Senza contare che, di fatto, ha solo spostato il gioco dalle macchine ad altro”. L’esempio è quello del whisky, vietato il quale l’alcolista non smette di bere, ma si rivolge ad un altro tipo di alcolico.

“La nostra dignità non la difende nessuno”, aggiunge Giorgio Pastorino, “Il sindaco ha fatto una scelta incredibile: quella di tenere le slot spente di giorno e accese di notte. Quindi: spente quando siamo aperti e accese, quando siamo chiusi. E’ l’ennesima dimostrazione che senza una regolamentazione a livello nazionale, chiunque può permettersi di vietare un prodotto legale. Eppure a ogni Legge di Stabilità lo Stato ci chiede i soldi per far quadrare i conti. E allora mettiamoci d’accordo: o ci fate lavorare o i soldi le andate a cercare altrove”.

Da Ventimiglia, il presidente nazionale FIT ha lanciato un appello “a Ioculano e a tutti i sindaci d’Italia che hanno a cuore il bene della popolazione e delle imprese che operano nei loro territori: unitevi a noi per chiedere al Governo una legge nazionale che finalmente regolamenti il gioco con orari e compiti precisi, anziché prendere provvedimenti restrittivi diversi in ogni comune italiano, dando l’immagine di un paese disorganizzato”. Giovanni Risso ha annunciato che presto i tabaccai d’Italia scenderanno in piazza a Roma per sollecitare il Governo a promuovere norme sui giochi.

In piazza i manifestanti hanno mostrato cartelli con scritto: “A capirlo ci vuol poco, l’ordinanza è un coprifuoco”, “Gioco di notte, addio sicurezza”, “Gioco di notte e noi chiudiamo”, “Siamo qua per le nostre attività, siamo qua per la legalità”, “Ventimiglia, di giorno meraviglia, Ventimiglia di notte a repentaglio”, “Proibizionismo, è solo illusionismo”, “Sì a regole giuste, no a regole demagogiche”, “Ordinanza senza freni, noi vogliamo lavorare”, “La nostra rete è l’unica via per fermare la ludopatia”, “Più rispetto per chi lavora”.

“Non difendiamo le slot, ma il principio di poter vendere un prodotto legale che fa parte della nostra attività”, ha aggiunto Pastorino, “Effettuiamo tantissimi servizi per il cittadino e gli enti pubblici. Servizi che rendono poco e ci portano via un sacco di lavoro. Il tabacco continua a scendere e ci siamo specializzati nei giochi e ora li vogliono chiudere. Ci spieghi il sindaco che cosa ha a che fare il divieto sulle slot con la tutela della salute. E perché fa un’ordinanza, per poi raccogliere le firme per vedere se qualcuno la sostiene. Facciamo notare che oggi il sindaco non c’è. Vuol dire che si sottrae al dialogo e che aveva meglio da fare. Ma questa è una vergogna. Questo regolamento grida vendetta, ci ribelliamo a questa scelta e chiediamo al governo di mettere mano al settore, perché così non andiamo più avanti”.

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