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Ventimiglia, due migranti rischiano di morire intossicati. Salvati in extremis dalla polizia

Erano in un edificio abbandonato di proprietà di una compagnia di energia elettrica

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Ventimiglia. Hanno rischiato di morire intossicati dal monossido di carbonio fuoriuscito da una bombola di gas, ma sono stati salvati in extremis dalla polizia di Stato: due migranti, entrambi di nazionalità algerina, sono stati trovati dagli agenti in uno dei sei appartamenti presenti in uno stabile abbandonato a Varase che avevano occupato abusivamente.

Nell’alloggio gli agenti di polizia hanno infatti rinvenuto due grosse bombole di gas, una delle quali, collegata a una rudimentale cucina, che era completamente aperta e priva di fiamma. Il gas già fuoriuscito aveva ormai quasi saturato tutto l’ambiente. Solo le notevoli dimensioni del locale hanno evitato conseguenze letali ai due occupanti.

L’immediato intervento, unitamente agli operatori del 118, è stato provvidenziale per almeno uno dei due uomini, trovato già esanime in condizione di pesante intossicazione. Considerata la gravità delle sue condizioni, i sanitari lo hanno trasferito dall’ospedale di Sanremo a quello di Genova San Martino, dove è stato sottoposto a immediato trattamento in camera iperbarica.

Gli operatori di polizia hanno successivamente perlustrato gli altri appartamenti siti nell’edificio in stato di abbandono, di proprietà di una società elettrica. Hanno così rintracciato un altro uomo, di nazionalità algerina, irregolare, allontanato dal nostro territorio e una donna, francese, per la quale è stata richiesta la riammissione nel paese transalpino e che è stata presa in consegna dalle autorità francesi.

I poliziotti hanno anche rinvenuto e sequestrato due coltelli a serramanico, un coltello multiuso, cinque telefoni cellulari, un portafoglio contenente rubli russi, un portamonete contenente alcune decine di euro. Sono in corso le verifiche sugli oggetti sequestrati, alcuni dei quali di probabile provenienza furtiva.
Tutti i fermati sono stati indagati in stato di libertà per il reato di invasione di edifici.
Nei giorni successivi, il ventunenne algerino che era stato ricoverato in gravi condizioni a Genova, ormai fuori pericolo, è ritornato a Ventimiglia per recarsi in Commissariato per riappropriarsi di uno smartphone che lo straniero asseriva di essere proprio ma che risultava essere stato oggetto di furto poche settimane prima a Rimini.
Gli Agenti hanno finto di riconsegnare il telefono richiesto all’uomo che lo ha acceso inserendo il codice d’accesso corretto. A quel punto gli agenti non hanno potuto fare altro che sottoporlo ad indagine in stato di libertà anche per il reato di ricettazione.

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