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Tassa di soggiorno a Sanremo, il consigliere Ormea: “Approvata in tutta fretta senza possibilità di approfondimento”

"Si tratta di una tassa che, determinata in modo serio e preciso, potrebbe dare potenzialità all'economia della città ed al suo sviluppo economico"

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Sanremo. Il consigliere di Siel Fabio Ormea a proposito della pratica sull’applicazione della tassa di soggiorno, approvata dal consiglio comunale il 13 novembre, esprime quanto segue:

La pratica, di grande importanza per il Comune e la collettività, è stata approvata in tutta fretta senza alcuna possibilità di approfondimento da parte dei consiglieri e delle forze politiche rappresentate in consiglio.

Questi i nostri motivi di perplessità e di contrarietà rispetto alla gestione di una tassa che, determinata in modo serio e preciso, potrebbe dare potenzialità all’economia della città ed al suo sviluppo economico:

- la delibera ed il regolamento proposto sono estremamente generici e poco incisivi, senza nessuna stima nè proiezione concreta;

– è indefinita la gradualità dell’imposta e la sua articolazione , come il periodo di applicazione ai turisti (fino a 5 giorni di pernottamenti);

– una competenza sostanzialmente discrezionale delegata alla Giunta; la Giunta può ulteriormente derogare fino all’azzeramento, insomma una delega completa all’esecutivo escludendo la competenza del Consiglio e senza criteri generali predeterminati;

– è mancata una visione perlomeno provinciale (se non addirittura su tutta la Riviera da Savona al confine) circa l’imposta di soggiorno, la sua entità, la sua filosofia e la sua destinazione;

– è mancata una regia, quindi siamo davanti ad una gestione frammentaria e frettolosa della pratica (vedi il confronto solo le associazioni di categoria, il mancato approfondimento in Commissione con i Consiglieri e le forze politiche che devono decidere); è ormai risaputo che un efficace piano di marketing deve coinvolgere un territorio ampio con la valorizzazione di tutte le diverse eccellenze, non solo spot pubblicitari per la singola città (questo per il 60% degli introiti);

– l’Amministrazione non ha spiegato la strategia sottesa al nuovo provvedimento, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento del decoro urbano e gli investimenti infrastrutturali con valenza turistica (il 40% dei proventi): quali progetti? quale programmazione circa i proventi? nessun obiettivo e nessun criterio predeterminato definito dal Consiglio sull’utilizzo dei proventi, nessuna definizione di priorità;

– nessun dibattito è quindi previsto circa grandi progetti finanziabili e programmi su più annualità, gli unici obiettivi da prendere in considerazione per questi proventi extrabilancio, che dovrebbero rappresentare un respiro ampio rispetto alla ordinarietà e alla sempre ristretta capacità di indebitamento dei Comuni (per esempio: risanamento della Pigna, completamento della pista ciclabile, valorizzazione delle frazioni a valenza turistica tipo san Romolo ecc);

– con questa tassa dobbiamo puntare sui grandi progetti pluriennali, altrimenti -con questa impostazione così generica- il rischio è che il 40% previsto per miglioramento decoro si disperda nella ordinaria manutenzione della città e quindi nei “lavoretti pubblici”, che invece dovrebbero essere finanziati dal bilancio annuale.

La giunta comunale inoltre il 24 di ottobre scorso ha approvato un protocollo di intesa con le principali associazioni di categoria che prevede, ai fini dell’attuazione della collaborazione, l’istituzione di un tavolo di concertazione formato dal Sindaco, dall’assessore al Turismo e dai rappresentanti delle associazioni provinciali di categoria più rappresentative delle strutture ricettive.

Quindi critichiamo con forza il fatto che un atto di programmazione economica e territoriale sia stato completamente esautorato il consiglio comunale che invece ha competenze non solo formali, ma soprattutto di merito sullo sviluppo della città. Questo è un dibattito che avrebbe dovuto interessare tutta la città, viste le possibili ricadute sul territorio, per dare una visione ampia e di insieme ed una gestione seria alla nuova tassa.

C’è solo da sperare quindi che questa tassa, valendo per il prossimo anno possa essere gestita più correttamente verso la città e verso tutto il tessuto sociale ed economico, con tutte le garanzie del caso, ed avere altri momenti di confronto, approfondimenti di merito e di opportune correzioni”.

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