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Scuola sant’Anna a Vallecrosia. Torna l’incubo chiusura per centinaia di alunni e famiglie foto

In arrivo da Roma la madre superiora dell'ordine delle suore della Carità

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Vallecrosia. Suor Nunzia, la madre superiora dell’ordine delle suore della Carità sotto la protezione di San Vincenzo De’ Paoli, che da anni gestisce l’istituto scolastico sant’Anna, giungerà a Vallecrosia da Roma la prossima settimana per incontrare insegnanti, personale scolastico e rappresentanti dei genitori. L’oggetto della riunione, convocata urgentemente e prevista giovedì 22 novembre, resta al momento top secret ma le prime voci e indiscrezioni parlano di una imminente chiusura della scuola che attualmente ospita circa 250 bambini.

Dopo la battaglia per tenere aperta la struttura, iniziata nel maggio scorso e vinta dagli alunni che sono scesi in strada per manifestare la loro volontà di far tenere aperta la scuola, i genitori, i docenti e i ragazzi stessi avevano tirato un respiro di sollievo. Ma la felicità è durata pochi mesi. Non appena è giunta la comunicazione dell’incontro con la madre generale dell’ordine delle suore della Carità, le preoccupazioni per una possibile chiusura sono diventate pressanti.

La scuola, che ospita l’asilo, cinque classi di elementari e tre di medie, non avrebbe problemi di ordine strutturale. E’ quindi improbabile che le suore vogliano comunicare la necessità di realizzare interventi per garantire la sicurezza degli alunni. Restano, dunque, due le ipotesi che potrebbero spiegare il viaggio di suor Nunzia fino a Vallecrosia: la decisione di far gestire la scuola alla confederazione Misericordie d’Italia, che già la scorsa primavera si era fatta avanti dichiarando di essere pronta ad affiancare la diocesi di Ventimiglia/Sanremo nell’opera di salvaguardia dell’istituto per garantire la prosecuzione del servizio scolastico cattolico nella zona, e la chiusura.

Per quanto riguarda quest’ultima opzione, sembra che ci sia già una società immobiliare con sede a Cuneo interessata ad acquistare la struttura. Questa però, almeno al momento, è soltanto una voce.

 

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