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Sanremo, Guido Rancati presenta “Uomini & rally” a R24: “E’ una raccolta di aneddoti” foto

Racconta quarant’anni di corse e di campioni visti da “molto vicino”

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Sanremo. Oggi pomeriggio il noto giornalista sportivo Guido Rancati è stato ospite della puntata del programma pomeridiano “Lo Sport secondo me…” condotto da Agostino Orsino. 

Firma numero 1 del rallysmo mondiale ha presentato il suo nuovo libro “Uomini & rally” che racconta quarant’anni di corse e di campioni visti da “molto vicino”. “Avevo tante cose in mente e un giorno ho deciso di passarli alla carta - racconta Rancati – Il libro tratta dal 1966 fino al penultimo rally di Sanremo nel 2017. E’ una raccolta di aneddoti ed esperienze fatte sul campo, tutte persone che ho conosciuto”.

“Uomini e rally” è un libro leggero e densissimo, fitto di aneddoti, di vita vissuta, di esperienze fatte sul campo. Si parla di Makinen, Auriol, Sainz, Burns, Gronholm, Loeb e Ogier, una galleria di fuoriclasse, colti nel fuoco della gara ma ancora più spesso nei momenti appartati, nelle gioie e negli scoramenti, nei dubbi e nelle allegrie in cui calano la maschera e svelano il loro lato più intimo e privato.

“Jean Todt è uno dei grandi di questi sport, è stato un ottimo manager. E’ stato un ottimo presidente della federazione nazionale. Ha tutta la mia gratitudine per quello che ha fatto perché ha fatto rinascere il rally” – dichiara – Sono un appassionato di uomini. Di tecnica ne so molto poco ma ho una grande passione per gli uomini. Tutto iniziò da piccolo quando tenevo per la Ferrari e con il passare del tempo la mia passione è diventata una professione”. Rancati confessa che tra tutti i grandi piloti conosciuti con uno in particolare è riuscito a coltivare un rapporto speciale:Con Daniel Di Lena è nata un’amicizia. E’ venuto anche al mio matrimonio. Comunque ce ne sono tanti con cui ho creato un buon rapporto. I grandi campioni sono sempre interessanti da ascoltare. Se uno non è interessante è difficile che diventi un campione”.

L’automobilismo del terzo millennio sta scoprendo che le gare, per continuare a vivere, hanno bisogno del fattore umano, per fortuna c’è chi lo ha sempre saputo come Guido Rancati, che di auto capisce molto, ma ancora più di uomini, soprattutto perché sa ascoltarli. Sa fare le domande giuste, diffidare delle risposte sbagliate, incuriosirsi per un broncio o un sorriso strano, insomma sa fare il giornalista: capire dove si nasconde la notizia, scovarla, scriverla per quello che è. E raccontare – benissimo – l’uomo o gli uomini che ci stanno dietro. Da una camera con ‘vista sul nulla’ nell’est Europa al colloquio privato con Jean Todt a Parigi, da Brescia alla Scandinavia, da Beirut a Kinsasha, dal dolore per la scomparsa di un amico che al volante non ce l’ha fatta alle sfide, le cene, i litigi e le paci fatte con tutti i grandi e piccoli protagonisti delle corse degli ultimi quarant’anni.

Il cantastorie, come ama definirsi, confessa:Il mio cuore si divide tra il Safari e il Rally del Portogallo. A me è sempre piaciuto molto poco invece il rally d’Inghilterra. E’ colpa mia visto che non sono portato al freddo. Anche quello in Galles non mi fa impazzire. C’è scarso feeling tra me e i britannici”. Nei suoi racconti sono sempre citate frasi di alcune canzone: “Lo faccio spesso perché essendo poco acculturato non sono in grado di citare poesie e brani di romanzi noti e poi per il mio collegamento con Sanremo. Essendo la città della musica e del Festival è normale per me essere un appassionato di musica. I cantautori italiani sono la mia musica preferita”.

Infine fa una riflessione su cosa è cambiato nel mondo del rally, soprattutto per l’Italia: “Non è facile fare una diagnosi, eravamo abituati bene alla pappa pronta. Se uno era bravo il mondiale lo faceva e lo vinceva. Noi abbiamo fatto molta fatica ad abituarci ad una realtà che per i belgi e per altri invece è stata facile. E’ una situazione ciclica probabilmente. Vi è una scarsa propensione al sacrificio dei ragazzi. Vedo però una grande passione per la livrea. Adesso ci sono equipaggi che cambiano tute tre o quattro volte all’anno”.

“Il libro si potrà acquistare a Sanremo all’edicola del Pino, in piazza Colombo, o online sul sito unilibro.it. E’ un sito dell’università di Bologna, ha un ottimo catalogo nel quale è presente anche il mio libro” - svela Rancati.

Guido Rancati è nato a Sanremo nel 1947. Ha capito in fretta di non avere nessuna delle doti necessarie per correre. Prima ancora di avere l’età per poter guidare un’auto ha iniziato però ad applicare con successo la sua passione per gli sport del motore a quella per la carta stampata. Con alle spalle la poca esperienza maturata scrivendo su alcuni fogli locali, riuscì a convincere Michele Favia del Core ad affidargli il compito di raccontare ai lettori di Motor il Rallye Monte-Carlo del 1966; da allora ha continuato per 40 anni abbondanti ad essere testimone diretto e attento di un mondo in continua evoluzione. Ha collaborato con molte testate prestigiose, da Autosprint a Rombo, da Tuttorally a Controsterzo, da Sport Auto Moto a Rs e alla Gazzetta dello Sport, da Japan Car a Radio Monte Carlo, al Corriere dello Sport, seguendo da inviato il Mondiale Rally e quello di Formula 1. Oggi collabora con italiaracing.net e formulapassion.it.

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