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Pieve di Teco, è andato in congedo il maresciallo Giulio Tortorolo: una vita dedicata all’Arma foto

65 anni compiuti il 3 novembre, 43 di servizio, 3 encomi: la carriera del "maresciallo"

Pieve di Teco. Le due stellette argento su sfondo rosso che contraddistinguono il grado di “luogotenente con carica speciale” le ha appuntate da pochi giorni sulla controspallina della sua divisa, ma per tutti e, in primis, per se stesso, resterà sempre “il maresciallo”: è andato in congedo ieri, giorno del suo 65esimo compleanno, Giulio Tortorolo. Quarantatré anni di servizio, spesi, dice il militare, “vicino alla gente”. Onestà, giustizia, umiltà e vicinanza ai cittadini: sono questi gli insegnamenti che “il maresciallo” lascia ai suoi amati carabinieri della stazione di Pieve di Teco, che ha comandato per otto anni, dal 2010 fino alla mezzanotte di ieri, sabato 3 novembre.

Una carriera brillante, quella di Giulio Tortorolo, iniziata come ausiliario presso la scuola carabinieri di Torino nel 1975. Sempre come ausiliario, il militare ha poi trascorso un anno a Firenze nel battaglione mobile prima di frequentare, per due anni, la scuola per sottufficiali a Velletri e Firenze.
Uscito dal corso, Tortorolo non si è più fermato, passando da un comando all’altro in città “difficili” come Gevona, Sanremo, Taggia, Santo Stefano al Mare e Albenga. Sempre in prima linea, insieme ai suoi uomini. Instancabile nell’assolvere il suo compito e garantire la sicurezza dei cittadini. Sia come comandante del nucleo operativo e radiomobile che come comandante di stazione, il maresciallo Tortorolo ha lavorato giorno e notte, superando le difficoltà degli anni Ottanta e Novanta in una Liguria di Ponente dove traffici di droga e criminalità malavitosa erano all’ordine del giorno. Così come le faide tra “famiglie” calabresi trapiantate nelle cittadine rivierasche.

Il maresciallo Tortorolo con l’allora comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette

giulio tortorolo

Porta la sua firma la prima grande operazione a Sanremo per traffico di droga. Erano gli inizi degli anni Ottanta e il giovane Tortorolo fece arrestare dodici persone sequestrando una partita di 130 kg tra marijuana e hashish, sgominando una banda criminale formata quasi completamente da italiani, provenienti da Torino e Bologna. “La droga arrivava dal Senegal”, ricorda Tortorolo, “Poi veniva sbarcata in Francia. Una parte restava lì, l’altra era destinata a Sanremo”. Nell’operazione finì in manette anche l’ex guardia del corpo della principessa Stephanie di Monaco.

Altro arresto da ricordare, compiuto sempre da Giulio Tortorolo, è quello dell’ex vicequestore di Imperia, per anni a capo della Squadra mobile del capoluogo ligure, Vincenzo Alessi. Era il 29 maggio del 1987 quando l’allora brigadiere aveva messo le manette ai polsi di Alessi (74 anni) e della moglie Fulvia Borello (60 anni), “pizzicati” mentre consegnavano una bustina di 10 grammi di eroina a una giovane di San Lorenzo. Nell’abitazione di Imperia della coppia, i militari avevano trovato altri 30 grammi di droga. Alessi venne poi condannato in via definitiva a cinque anni e sei mesi di carcere.

Il maresciallo con il “carabiniere ausiliario” Ginger

giulio tortorolo

Dieci anni al comando della stazione di Santo Stefano al Mare, poi a Sanremo, al comando del nucleo operativo in borghese dove ha lavorato sei anni, dal 1990 al 1996. Di qui Tortorolo viene trasferito a Genova a seguito di una vicenda giudiziaria che lo vide coinvolto ma dalla quale, 11 anni dopo, uscì completamente pulito. Anni non facili, per il maresciallo, sempre al lavoro lontano da casa. “Ringrazio e ringrazierò sempre mia moglie Rosanna, che ora non c’è più, per aver cresciuto i miei due figli quando non c’ero”, afferma.
Dopo un passaggio ad Albenga, il ritorno ad Imperia presso la Banca d’Italia. Poi al comando del nucleo operativo, sempre ad Imperia. Fino al 2010, quando venne spostato a Pieve di Teco. Nel 2011 la perdita dell’amata moglie. Una tragedia privata che spinse il maresciallo a continuare a dedicarsi al lavoro anche dopo i 60 anni di età, quando solitamente i militari vanno in congedo.

A Pieve di Teco la vita del maresciallo è molto meno concitata rispetto alle città dove aveva lavorato. Ma anche nel piccolo paese della valle Arroscia, Giulio Tortorolo è riuscito a compiere azioni importanti, come salvare la vita ad una sedicenne in procinto di lanciarsi da un ponte per porre fine alla sua esistenza. Il maresciallo non ci ha pensato un attimo: l’ha afferrata e tratta in salvo.

Oggi, a 65 anni, Giulio Tortorlo torna nella sua casa di Imperia con la sua cagnolina Ginger, “carabiniere ausiliario”, come la chiamano a Pieve di Teco. “Mi dedicherò al mio nipotino di cinque mesi”, dice, “Ora è il tempo di fare il nonno. Anche se, come mio padre, resterò orgogliosamente maresciallo per sempre”.

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