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Ordinanza anti-slot a Ventimiglia, un commerciante: “Non è una soluzione alla ludopatia”

"L'ordinanza del sindaco danneggia soltanto la categoria di chi le ha in dotazione, che, come nel mio caso, é quasi sempre un locale lontano dal centro, in periferia o nelle frazioni"

Ventimiglia. Continuano le polemiche legate all’ordinanza anti-slot. Ci scrive un commerciante della città di confine:

Sono un commerciante che ha in dotazione delle slot nel locale e non riesco a non rispondere a tutti coloro che fanno belle parole professandosi pro ordinanza del sindaco.

Leggo oggi sui giornali che un collega, titolare di un bar in pieno centro a Ventimiglia, dice che può farne a meno. Grazie, anch’io se avessi il locale dove lo ha lui sarei meno preoccupato. Il problema della ludopatia non si risolve vietando, o riducendo gli orari. Se vuole, un ludopatico, si adegua ai nuovi orari per giocare o si sposta nel comune limitrofo.

L’ordinanza del sindaco danneggia soltanto la categoria di chi le ha in dotazione, che, come nel mio
caso, é quasi sempre un locale lontano dal centro, in periferia o nelle frazioni. Esistono anche queste realtà, ovvero locali periferici, che a differenza di quelli in centro, non hanno usufruito dei “fantastici” venerdì del
mercato dei tempi passati che gli hanno permesso di acquistare appartamenti e altro.

Adesso forse anche questi locali, essendo diminuiti gli incassi, hanno dovuto usufruire delle slot. Le piccole realtà come
la mia, che operano in periferia o nelle frazioni fanno tutto il possibile per sopravvivere e come nel mio caso riesco anche a far lavorare un dipendente.

La funzione di questi locali é anche di aggregazione sociale, altrimenti le periferie e le frazioni si trasformerebbero in dormitori o si svuoterebbero ulteriormente. Se mancherà l’introito delle slot, mi adeguerò certamente e probabilmente sarò costretto a licenziare il mio dipendente.

Ritengo che se si voglia affrontare il problema della ludopatia, si debba intervenire a livello di governo centrale, con discussione parlamentare e nel caso che si decida di limitare gli orari cio deve essere concordato con gli esercenti che hanno investito in questo tipo di attività, legali in tutta Italia, e che dovranno avere il tempo di convertire o eliminare le slot e non da un giorno all’altro come é stato fatto a Ventimiglia.

Però non esistono solo le slot, eliminiamo pure gratta e vinci, lotto, super enalotto e soprattutto le scommesse online. Così come è stata fatta dal sindaco, l’ordinanza colpisce esclusivamente il commerciante che ha delle slot in dotazione e non il suo collega del comune limitrofo e questo non è giusto.

Ripeto, ci sono dipendenze ben peggiori che gravano sulla sanità pubblica e sulle finanze della gente, che sono il fumo e l’alcool (tanto per cominciare). Allora eliminiamo anche la vendita del tabacco e delle sigarette, ci sono persone che consumano anche 2 pacchetti di sigarette al giorno.

Ma le guardate le foto sui pacchetti di sigarette? E l’alcool? Ci pensi signor sindaco e provveda prima che termini il mandato”.

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