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Imperia, Stefano Cavalleri ricorda il poliziotto Marco Gavino caduto in missione in Kosovo

L'assistente capo della Polizia di Stato ha perso la vita nel 1999 con altre 24 persone

Imperia. Il segretario della Sap e veterano della missione internazionale Unmiko, Stefano Cavalleri, ha deciso di onorare la memoria dell’assistente capo della Polizia di Stato, originario di Sanremo, Marco Gavino che, il 12 novembre del 1999, cadeva in servizio di peacekeeping nel teatro del Kosovo.

“Marco stava facendo rientro nell’area con un volo delle Nazioni Unite, dopo un breve periodo di congedo in Italia, per riprendere servizio al comando di Polizia Unmik. L’aereo delle Nazioni Unite su cui viaggiava, precipitò nelle alture sette miglia a nord-est di Mitrovica. Nell’impatto persero la vita oltre all’Assistente della PS Gavino, altre 24 persone tra membri dell’equipaggio, colleghi di altre forze di polizia straniere e personale civile, tutti appartenenti alla missione dell’Onu in Kosovo o ad organizzazioni umanitarie.

La missione internazionale della Polizia di Stato ebbe l’obbiettivo di sostituire le forze di polizia serbe per garantire la sicurezza e la pace della locale popolazione civile, mediante l’invio di un contingente, per la prima volta dal 1945, di 40 poliziotti caschi blu, tra il 1999 ed il 2000.

Mi ricordo che l’allegria di Marco era la sua forza; una caratteristica quasi contagiosa. Molti sono gli episodi divertenti che si ricordano volentieri, anche in situazioni non propriamente felici. Marco fu il primo appartenente alla Polizia di Stato che cadde in servizio in missione di pace all’estero.

In questa data, che è divenuta giornata nazionale per il ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, nonché 15mo anniversario della strage di Nassiriya, rinnovo, a nome mio personale e di tutti i “Bro in arms” della missione, il mio commosso e deferente pensiero alla memoria del poliziotto Marco Gavino e di tutti coloro che, animati da altissimo senso del dovere, hanno visto sacrificata la propria vita al servizio dell’Italia e della comunità internazionale, per salvaguardare la pace e il bene comune.

Con questi sentimenti, nel rispetto dell’estremo sacrificio offerto dagli uomini e dalle donne di cui in questa Giornata onoriamo la memoria, sono oggi affettuosamente vicino, insieme ai tanti colleghi italiani e stranieri che hanno conosciuto Marco, ai suoi cari familiari e al loro dolore, nonché a tutte le famiglie dei colleghi caduti in missione”.

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