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I centristi credono in Biancheri mentre la sinistra rema contro, è cortocircuito politico a Sanremo

In cantiere una lista a sostegno del primo cittadino anche degli ex democristiani di Gianni Rodà

Intorno a Sanremo al Centro, la forza di maggioranza del sindaco Alberto Biancheri, è cortocircuito politico.

La campagna elettorale, iniziata con larghissimo anticipo, non ha ancora visto scendere sul terreno dello scontro con l’avversario diretto Sergio Tommasini il primo cittadino che preferisce rimanere concentrato sugli obiettivi amministrativi. Se il centrodestra sta definendo le liste, nella coalizione di Biancheri, a parte i ricandidati scontati (uno dei quali è l’assessore Mauro Menozzi), non è ancora tempo di parlare di nomi.

Ennesima prova che gli schemi sono saltati e ogni cosa è possibile, Biancheri, lanciato nel 2014 sotto la stella del governatore Claudio Burlando e dell’ex assessore alla turismo e alla cultura Daniela Cassini, sta per annoverare tra i nuovi sostenitori di area centrista un pezzo della vecchia guardia Dc. A muovere nelle retrovie è Gianni Rodà, democristiano di ferro, che sta lavorando alla formazione di una lista civica che rappresenti quel pezzo di società che nell’amministrazione in carica non ha trovato le risposte che si aspettava.

A confermarlo è lo stesso Rodà: “Biancheri, non per mancanza di volontà ma di proposte, non è riuscito a dare una risposta a una parte di Sanremo che ha scelto di unirsi alla causa del Gruppo dei 100. Nel suo progetto, tuttavia, si scorge una prospettiva che non si vede nella coalizione di centrodestra. E’ per questo che ho proposto al sindaco di portare avanti la creazione di un gruppo, al momento indipendente, ma che potrebbe aiutarlo a governare durante il suo secondo mandato.

Il sostegno a Biancheri può dare l’opportunità di costituire un modello politico che può essere esportato, nel quale si ragiona sulla staffetta generazionale e alla nuova classe dirigente che verrà dopo che il sindaco avrà terminato i suoi altri cinque anni di governo.

La domanda che dobbiamo porci è: perché nascono i 100? Forse perché c’è una grossa fetta dell’elettorato moderato che chiede un cambio sulle scelte della politica in tema di futuro economico della città”.

Anche se tra loro, per ora, è solo questione di amicizia, a fare squadra con Rodà ci sarebbe l’ex assessore Umberto Bellini, con un passato in Alleanza Nazionale e in rotta con Forza Italia.

Della vecchia guardia democristiana in movimento per le amministrative della prossima Primavera, c’è anche Gianni Giuliano, ex presidente della Provincia, che con Rodà forma l’avamposto di fedeli all’ex ministro Scajola al di qua dell’Impero.

Spostandosi dal lato opposto dello scacchiere politico, la sinistra è alla ricerca di un candidato sindaco. Daniela Cassini e Leandro Faraldi stanno dialogando con i militanti di Sinistra Italia e Rifondazione. Le basi per un’alleanza sembrano gettate, anche se rimane il nodo ballottaggio. Per il consigliere Fabio Ormea (Sanremo Insieme) e compagni si dovrebbe appoggiare Biancheri al secondo turno in ottica anti Tommasini, mentre per la Cassini, in rotta politica e personale con il sindaco dopo il rimpasto di giunta dell’anno scorso, questa è un’ipotesi difficile da percorrere.

Un’incognita rimangono i rapporti tra l’area di sinistra e il movimento di cittadinanza Sanremo Attiva. Gli arancioni, rappresentati in Consiglio da Robert Von Hackwitz, ribadiscono che i tempi non sono ancora maturi e la riflessione sul da farsi, all’interno della lista civica, è appena iniziata. Potrebbero starci quasi tutti gli scenari: una ricandidatura da indipendenti ma anche il passaggio del turno e il ritorno all’attivismo fuori dal palazzo.

Il centro spinge Biancheri, la sinistra gli rema contro. Ma non è tutto. I dissidenti della Lega, che in Giulio Ambrosini – ex segretario provinciale del Carroccio, defenestrato dal partito durante la campagna elettorale imperiese per aver presenziato alla convention dell’allora candidato Claudio Scajola – si stanno organizzando anche nella Città dei Fiori per formare una lista di disturbo al centrodestra unito. Secondo voci di corridoio, i dissidenti potrebbero al ballottaggio dare indicazione di appoggiare Biancheri, per fare, come a Imperia, lo sgambetto al modello Toti.

A rendere le cose ancora più ingarbugliate, dato il panorama nazionale in forte mutamento, il Partito Democratico si trova al bivio del simbolo e le probabilità che si schieri sotto le sembianze di una lista civica aumentano costantemente.

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