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Federer non abdica e Fognini si inchina al re

Occasione sprecata per Fabio, sconfitto in due rapidi set dallo svizzero

Carpe diem, cogli l’attimo. Non ha invece raccolto l’opportunità Fabio Fognini che si è inchinato ancora una volta al cospetto di sua maestà Roger Federer, un ‘king’ apparso un po’ in affanno in questi ultimi tempi e che a 37 anni inevitabilmente non può più giocare al 100% ogni match in ogni torneo.

L’ottavo di finale nel Master1000 di Parigi Bercy era l’occasione giusta per Fabio per provare a sconfiggere un suo tabù contro quello che lui stesso ha definito un giocatore inarrivabile come lo è stato, ed è ancora per la maggioranza dei tennisti. C’era anche lo stimolo di poter avanzare in classifica e riaprirsi una possibilità di centrare la partecipazione alle Atp Finals. Bisognava vincere e contro il Federer delle ultime settimane non sembrava un’impresa impossibile.

Nulla da fare, la partita è finita in un’ora e un quarto con il punteggio di 6/4 6/3 per lo svizzero che è apparso sollevato alla fine come se avesse temuto il peggio e che invece ha risolto la pratica senza nemmeno troppa fatica. Rimane questo tabù nella carriera di Fognini che se l’è giocata con tutti, spesso perdendo (se non è mai entrato nella top-ten un motivo ci sarà) ma giocando alla pari, tranne che con Federer contro il quale in quattro sfide ufficiali non ha nemmeno vinto la miseria di un set.

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