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Come comportarsi quando si incontra un cane che non si conosce

Diamo per scontato che a tutti i cani piaccia avere interazioni con estranei. Tanto sono cani, no?

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Non ci rendiamo conto, spesso e volentieri, di quanta pressione mettiamo ai cani quando chiediamo loro di accettare un’ interazione con noi.

Diamo per scontato che a tutti i cani piaccia avere interazioni con estranei (magari in mezzo alla strada, con mani sconosciute che ti accarezzano su tutto il corpo, con movimenti a volte poco delicati). Tanto sono cani, no?

Alcuni hanno diffuso regole per avvicinarsi in modo cauto al cane:

- chiedere al proprietario se è buono

– fare una curva e arrivare lateralmente al cane

– porgergli la mano ad altezza muso come presentazione, per farsela annusare.

Mi spiace deludere i lettori che credono fermamente in queste indicazioni ma mi sento in dovere di dire la mia in proposito e forse non piacerà a tutti.
Partiamo dal fatto che, non è scontato che se il cane è “buono”, sia concorde nell’accettare le coccole e i complimenti di un estraneo che si piega su di lui e con voce acuta gli pone le mani su punti anche sensibili come la testa/orecchie ecc.

Possiamo anche aggiungere il fatto che sono pochi, purtroppo, i proprietari consapevoli di questo che tutelano il cane dall’incontro con estranei. Ma vi domando, avete chiesto al cane se vuole interagire con voi? Siccome è lui il protagonista, perché non osservare il suo guardo, postura e comportamento?

Uso un paragone forte ma incisivo: se aveste un bimbo nella carrozzina, e arrivasse un estraneo che vi chiede di coccolarlo perché “è troppo bello”, voi che fareste? La stessa cosa vale per i cani.

Mi potreste obiettare che hanno bisogno di socializzare, specialmente i cuccioli, e vi do assolutamente ragione in proposito, ma c’è un ma: ci vogliono delle accortezze per evitare che il cane sviluppi un odio verso le persone e i contatti non graditi con esse, o una iper-socializzazione per cui in età adulta finisce per prendere di mira qualsiasi persona per ricevere attenzione, coccole o peggio cibo.

Per quanto riguarda la traiettoria curva, non ne abbiamo bisogno: al cane piacciono la trasparenza, la semplicità e la sincerità, quindi ci possiamo avvicinare frontalmente in modo tranquillo, senza spaventarlo ovviamente, presentandoci per quello che siamo. Se il cane è timoroso e si tira indietro, mi pare già questo un buon segnale per non andare oltre.

Infine la mano come presentazione: leggende narrano di mani morsicate proprio in questo modo, facciamo attenzione poichè a seconda del cane la mano messa davanti al muso può esser vista anche come una minaccia.

Vi consiglio perciò di tenerle in tasca e attendere che sia lui ad avvicinarsi, che vi annusi e che poi decida di rimanere vicino a voi per avere un contatto.

Se così non fosse, allora non è scattata la scintilla e per quel cane non è gradito procedere con l’incontro. Molto spesso diamo per scontato, e quasi pretendiamo, che al cane piaccia tutto questo, ma non è così: se ci sono cani che sopportano un contatto prolungato con il proprietario non vuol dire che vogliano far lo stesso con gli estranei.

La lezione di oggi quindi è: imparate ad osservare il cane e attendete che sia lui a venire da voi per conoscervi, se ne ha voglia.

Dottoressa Marzia Massocco
evoluzionecinofila@gmail.com
https://m.facebook.com/maluevoluzionecinofila/

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