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Bordighera vieta la plastica che fa male all’ambiente. L’ordinanza del sindaco Ingenito

Chi non rispetterà l'ordinanza sarà punito con multe che vanno dai 25 ai 500 euro

Bordighera. Via la plastica dalla “Città delle Palme”. Lo ha deciso la giunta comunale che ha accolto la proposta del consigliere di maggioranza Claudio Gavioli. Il sindaco Vittorio Ingenito ha firmato un’ordinanza ad hoc “al fine di promuovere e di soddisfare i necessari criteri del riciclaggio e far sì che lo smaltimento costituisca la fase residuale della gestione dei rifiuti, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica locale e sulla base dei criteri di riduzione della produzione dei rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali”.

Per questo, da oggi, gli esercenti di attività commerciali, artigianali, e di somministrazione alimenti e bevande, non potranno distribuire ai clienti sacchetti per la spesa monouso in materiale non biodegradabile: cotton fioc, posate, piatti, bicchieri e sacchetti monouso dovranno dunque essere in materiale biodegradabile e compostabile. Lo stesso vale per chi organizza feste pubbliche e sagre sul territorio comunale.
Non sono esenti dall’ordinanza nemmeno i distributori automatici di bevande che, si legge, “dovranno utilizzare esclusivamente bicchieri in materiale biodegradabile e compostabile”. “Esercitare un’attività rispettando l’ambiente è infatti per questa amministrazione segno di civiltà”, è scritto nel documento.

Chi non rispetterà l’ordinanza sarà punito con multe che vanno dai 25 ai 500 euro.

L’ordinanza è motivata dal fatto che “i sacchetti di plastica biodegradabile utilizzati quotidianamente per la spesa hanno gravi conseguenze ambientali con impatto ambientale nocivo dalla loro produzione che si aggrava in fase di smaltimento sia lecito che illecito” e che “i bastoncini cotonati per le orecchie con mente definiti cotton fioc aventi bastoncino realizzato in materiale plastico, si trasformano in oggetti che invadono i nostri mari e si accumulano sulle spiagge e negli oceani venendo scambiati per cibo da uccelli, pesci e mammiferi, causandone la morte e introducendo sostanze tossiche nella catena alimentare”.

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