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Violenze nel carcere di Valle Armea, Sappe: “Carcere allo sbando. Subito ispettori ministeriali”

"E’ ora di cambiare la gestione del carcere. Bisogna sicuramente evitare il sovraffollamento dei detenuti"

Sanremo. Dopo la nottata ad altissima tensione nel carcere Valle Armea, è duro l’atto di accusa del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe: “Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità del carcere di Sanremo. E’ del tutto evidente che il carcere Valle Armea, sotto il profilo dell’organizzazione e della sicurezza è allo sbando. Cosa si aspetta a mandare nel carcere gli ispettori del Ministero della Giustizia a constatare i continui fallimenti degli attuali vertici del carcere minorile sanremese?”.

“La protesta era nell’aria” – commenta Michele Lorenzo, segretario ligure del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe – “infatti i soliti detenuti, tutti stranieri, già da qualche giorno si erano già resi protagonisti di rifiuto di rientrare nelle loro celle. Il tutto è quindi degenerato nella notte con il lancio di oggetti dalle loro celle addirittura lanciando le bombolette di gas da campeggio che sono in loro dotazione sprigionando nel corridoio un denso fumo. Sulle motivazioni del folle gesto da parte dei detenuti forse alla base ci starebbe una eccessiva richiesta di ottenere benefici non previsti dal regolamento penitenziario e che, giustamente, sono stati negati.

E’ ora di cambiare la gestione del carcere di Sanremo che ha determinato solo eventi critici ed aggressioni al personale senza contare le due evasioni. Bisogna sicuramente evitare il sovraffollamento dei detenuti senza il corrispondente aumento della Polizia Penitenziaria. Non si osa immaginare le conseguenze della rivolta se avesse coinvolto tutti i 260 detenuti. Troppe aggressioni sia fisiche che verbali ha subito il personale di Sanremo cos’ come quello degli altri istituti liguri, per questo giorno 9 novembre è indetta una manifestazione davanti al carcere di Marassi per dire basta alle aggressioni, per ridare dignità lavorativa al poliziotto penitenziario e maggiore sicurezza nella carceri della Liguria”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, nell’esprimere solidarietà e parole di apprezzamento per gli Agenti feriti, afferma: “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. E allora è mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino?”.

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