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Tesoretto per il turismo di Sanremo, 900mila euro dall’imposta di soggiorno

L'assessore Marco Sarlo ha siglato ieri il patto con le categorie e commenta: "Saranno gli albergatori a decidere come spenderla"

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Sanremo. E’ forse uno dei pochi se non l’unico esempio in Italia in cui chi paga le tasse decide, direttamente, come investirne i proventi.

E’ stato siglato ieri a Palazzo Bellevue – oggi è attesa il via libera definitivo della giunta comunale – il patto tra le associazioni di categoria e il Comune per l’applicazione a partire dal 1° giugno 2019 della cosiddetta tassa di soggiorno (in realtà si tratta di un’imposta di scopo).

La novità più rilevante è data proprio dal fatto che saranno gli stessi albergatori, che l’imposta la riscuotono dai turisti, a decidere come investire il 60% degli introiti. E’ uno dei vincoli contenuti anche nel Patto regionale per il Turismo, promosso dall’assessore Gianni Berrino con l’idea di creare un tesoretto a disposizione degli enti locali che finisca con certezza nel capitolo promozione turistica.

A tal proposito, l’assessore Marco Sarlo ha chiesto ai rappresentanti di Federalberghi, Federturismo e Assoturismo di predisporre un piano dettagliato entro il mese di novembre.

Per loro dovrebbero essere pronti dal 1° gennaio circa 50 mila euro. Sì perché, nonostante l’applicazione dell’imposta di soggiorno sia prevista a partire da giugno 2019, l’amministrazione comunale si è resa disponibile ad anticipare tale somma per permettere agli operatori di partire con campagne promozionali ed eventi già dall’inizio dell’anno nuovo.

In totale, secondo le stime preparate dall’assessore al turismo, il gettito si dovrebbe attestare intorno a 1 milione e 200 mila euro annui, calcolando che nel 2017 la Città dei Fiori ha avuto circa 840 mila presenze turistiche.

A non pagare la “tassa” però, e di conseguenza a far calare gli incassi ipotizzati di Palazzo Bellevue fino a circa 900 mila euro, saranno le varie esenzioni che il Comune ha pensato per non penalizzare eccessivamente il comparto, anche a fronte dell’introduzione dell’imposta un po’ a macchia di leopardo nel resto della provincia.

Infatti, non pagheranno gli under 14, chi soggiornerà oltre il sesto giorno (la media è di tre notti per famiglia), sconto del 50% per i gruppi sopra le 20 persone, esenti i portatori di handicap, gli operatori turistici e gli appartenenti alle forze dell’ordine.

Saranno incluse tutte le strutture turistico ricettive, con l’esenzione (dal 1° novembre al 31 marzo) delle settimane di Natale e Capodanno, quella e il Festival dell Canzone Italiana e di Pasqua.

Riguardo i costi, si parte da 0,50 centesimi per i camping, 0,80 centesimi a stella fino a 3 euro per gli hotel di lusso, 1,8 per gli affitta camere.

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