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Tenco 2018, a Carlo Petrini il premio alla cultura: “Lo dedico al sindaco di Riace” fotogallery

Ieri sera all'Ariston la seconda serata della 42esima edizione della Rassegna della canzone d'autore

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Sanremo. «Dedico questo premio al sindaco di Riace perché in questo Paese le buone pratiche non vengono riconosciute. E spero che non ci mandino più sindachesse come quella di Lodi: non riconoscere il diritto ai bambini migranti di consumare pranzo con gli altri bambini è semplicemente stupido». Così Carlo Petrini dal palco del Tenco 2018. Il presidente di Slow Food ha ricevuto ieri sera al Teatro Ariston il premio “Operatore culturale”. A consegnarlo il fumettista Sergio Staino.

Un «migrans infaticabile» il fondatore del movimento internazionale per il cibo “buono, pulito e giusto” a cui, in una Rassegna della canzone d’autore che parla di “uomini, idee e musiche” al di là di ogni confine, è stato riconosciuto il merito di aver «accompagnato le tradizioni rurali con le rispettive musiche», immettendo «nel Tenco e nella canzone italiana una fresca ventata di cultura musicale contadina». Perché nel suo tragitto biografico Petrini ha sempre abbinato il piacere della buona tavola a quello per la canzone popolare. Un grande amico del Club Tenco che al Tenco si è anche esibito nel ’90 e nel ’91 con un gruppo che si chiamava I madrigalisti d’Oltre Tanaro.

Ieri sera però Petrini non ha cantato. Per la 42esima edizione della kermesse (magistralmente condotta dal duo Antonio-Silva Morgan con le incursioni di David Riondino, Enrico Rustici e Donato De Acutis), solo un dito puntato contro quell’Italia sempre meno umana e sempre più chiusa tra le sue frontiere, e che il pubblico ha ritrovato nei testi degli artisti in scaletta e le loro musiche di confine: dalla chitarra e fisarmonica di Davide Van De Froos fino al teatro-canzone di Simone Cristicchi, passando per Alessio Lega, Willie Peyote e Giua e una magnifica Tosca.

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