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Sanremo, il Casinò omaggia l’artista Lucio Fontana foto

Si tratta di un percorso legato al forte legame tra l’artista e Albissola, dove ha lungamente lavorato e dove ha lasciato un’intensa eredità di affetti

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Sanremo. Sanremo. Nell’ambito del ciclo “Arte e Letteratura” inserito nei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo, si può ammirare sino al 30 ottobre, ad ingresso libero, nel foyer di Porta Teatro, “L’omaggio a Lucio Fontana”. Si tratta di un percorso legato al forte legame tra l’artista e Albissola, dove ha lungamente lavorato e dove ha lasciato un’intensa eredità di affetti.

Si ritrovano nell’esposizione i “buchi” e alcune ceramiche nonchè foto e lettere un’attestazione di vita vissuta. La mostra, curata dalla storica dell’Arte Federica Flore, presentata lo scorso 2 ottobre, alla presenza di Antonio Binni, si inserisce negli eventi artisti del Casinò di Sanremo.

Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte”, scrive Lucio Fontana sul suo Manifiesto Blanco, nel 1946 a Buenos Aires.” – precisa la dottoressa Flore – Non c’è tempo più adeguato di questo per rileggere con maggiore attenzione le opere di un artista così influente, quanto incompreso”.

L’esposizione, seppur piccola, è un richiamo al percorso più articolato promosso dal Comune di Albissola Marina e il Muda, in collaborazione e con il sostegno dell’Università di Genova, la Fondazione Cento Fiori, la Fondazione Lucio Fontana e Agostino De Mari, insieme al patrocinio della Regione Liguria, il Comune di Savona e di Albisola Superiore.

Si ringrazia il sindaco di Albissola Marina , Gianluca Nasuti, il Presidente del Circolo degli Artisti di Albissola, Antonio Licheri, il Presidente della Fondazione Centofiori Giancarlo Berruti. Continua la dottoressa Flore: “Al Casinò di Sanremo mettiamo in mostra il fortunato incontro tra Lucio Fontana e la comunità artistica e artigiana di Albissola, composta da grandi artisti fin dall’avanguardia futurista, che vide tra i protagonisti Aligi Sassu e Tommaso Filippo Marinetti, nomi legati al Casinò di Sanremo per le assidue collaborazioni in quei primi anni del ‘900.

Il percorso è dedicato a carpire le possibilità delle materie utilizzate da Fontana per comunicare e diffondere i principi della poetica spazialista, sviluppata e messa a punto proprio con il Manifiesto Blanco, pubblicato nel 1946 a Buenos Aires. Partendo dalla prima opera, ovvero il disco di acciaio, trofeo per i campioni sportivi dell’Alfa Romeo, si mette in luce la grande capacità collaborativa di Lucio Fontana. Infatti, egli, fin dagli esordi, ha sempre portato avanti un continuo rapporto lavorativo con architetti, designer e grandi marchi della produzione industriale italiana. Con la piastra in terracotta, riconosciamo il suo bisogno di ridefinire la dimensione categorica dello spazio-tempo, ma, probabilmente, in maniera più vicina alla cultura materiale della Liguria.

Il piccolo percorso prosegue con una litografia del 1963, perfettamente conservata, e chiaramente in grado di formalizzare un nuovo spazio su carta, modulando il colore tra questo rosa intenso e il nero, quello del cielo, oltre i confini terresti, nell’universo sempre più vicino alla conoscenza umana. Infine, una stupenda incisione, che segna, con ancora maggiore intensità, l’importanza del segno, che è tempo, che è azione, che è luce su una superficie che cambia forma e incanta per la sua infinitudine.

Oltre alle opere provenienti da alcune collezioni private, si troverà una bacheca con alcune pubblicazioni che ripercorrono l’intenso rapporto tra Albissola Marina e Lucio Fontana, compreso di amicizie fortificatesi nel tempo con altri artisti e grandi collezionisti. Lungo l’intero percorso si comprende che, attraverso lo sguardo attento di Lucio Fontana, si può esplorare la magnificenza di un’epoca di grandi scoperte, di rivoluzioni scientifiche non solo per il mondo dell’arte, ma per l’intero sapere. In questa prospettiva, aperta e consapevole, la produzione del grande autore prende forma in un intreccio di relazioni, punti di fuga immaginari che intersecano movimenti artistici, pensieri poetici e rivoluzioni estetiche.”

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