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Sanremo ha un piano urbanistico comunale, l’amministrazione Biancheri chiude il ciclo avviato nel 1990

L'ultimo passaggio in consiglio comunale, dopo l'accoglimento delle osservazioni e dei pareri della Regione, è avvenuto ieri sera

Sanremo. Lo hanno portato in consiglio comunale con un carrello, un po’ come nei tribunali viaggiano i faldoni dei vecchi processi.

La Città dei fiori aspettava dal 1990 un nuovo piano regolatore ed è stato approvato ieri sera. Costato alle casse pubbliche circa 600 mila euro, è passato dalle mani di più di cinque amministrazioni. L’ultima, quella del sindaco Alberto Biancheri che, senza disfare l’eredità del suo predecessore Zoccarato, porta a termine l’opera.

Il Puc era stato votato per la prima volta il 16 ottobre 2015. Passato al vaglio della Regione, ha raggiunto il traguardo dell’ultimo via libera dell’assise matuziana. Le opposizioni hanno preferito votare contro o uscire dall’aula.

Delle 164 osservazioni, il piano ne accoglie 126 mentre ne rigetta 38. Il parere vincolante degli uffici regionali, che aveva messo in crisi Palazzo Bellevue, è stato di fatto accolto.

Entrando nei dettagli tecnici, lo sviluppo urbano viene limitato a 345 mila metri quadrati di nuova superficie edificabile (100 mila in meno di quanto previsto dalla giunta Zoccarato). Anche se al momento non sono incluse, le norme sul Piano Casa e il recupero dei sottotetti restano efficaci e saranno integrate nel Puc solo successivamente con una variante.

Destinazione di Pian di Poma a trazione sportiva, Rio Cascine nord e Rio Ciuviun a sola vocazione agricola. Non c’è più il impianto di valorizzazione degli sfalci del verde previsto nella ex Trasca, esclusa una nuova discarica di inerti in Valle Armea e stralciata la previsione del Palafestival sul lungomare Italo Calvino, confermato invece lo spostamento dei cantieri nautici dal Porto Vecchio: sono alcune delle modifiche più rilevanti.

Vengono anche invertiti gli equilibri tra edificabilità diretta e premiale: dei 345 mila metri quadri di nuova superficie agibile, solo 45 mila potranno essere maturati come premialità, mentre tutti gli altri deriveranno da indici diretti.

Le minoranze, da Luca Lombardi di Fratelli d’Italia, il consigliere Solerio di Forza Italia, la pentastellata Paola ArrigoniRobert Von Hackwitz di Sanremo Attiva e Fabio Ormea di Sanremo Insieme, hanno criticato fortemente due problematiche rimaste aperte legate alle osservazioni. Regione Liguria aveva infatti chiesto una ripubblicazione del piano urbanistico comunale una volta scartate quelle non ritenute sostanziali.

Il parere dei legali incaricati dalla Giunta ha invece sottolineato la non obbligatoria dell’ulteriore passaggio in consiglio comunale, perché le osservazioni rigettate non andrebbero a snaturare le finalità del piano stesso.

In conclusione è intervenuto anche il sindaco: “Vorrei ringraziare tutta l’amministrazione ma sopratutto i nostri uffici e i consulenti che hanno lavorato su quest’argomento, a tutte le persone che si sono alternate nell’assessorato competente e al consigliere Franco Formaggini che è stato tra i più attenti alla tematica”.

Il 16 ottobre scade il regime di salvaguardia (tornano temporaneamente in vigore le norme dell’ex piano regolatore).

La pratica ora deve passare entro 60 giorni all’attenzione del consiglio regionale per la decisione definitiva: approvazione, modifiche senza diritto di replica da parte del Comune o bocciatura.

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