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Quando essere gay era una malattia, al Casinò le riprese del film su Mario Mieli fotogallery

La prima contestazione del movimento omosessuale fu in occasione del Congresso internazionale di sessuologia

Sanremo. Nuove riprese cinematografiche nella cornice del Casinò Municipale.

Forse in pochi sanno che una pagina fondamentale del movimento omosessuale italiano è avvenuta nella Città dei fiori. Era il 1972 quando al Teatro del Casinò si svolgeva il primo Congresso internazionale di sessuologia. Tema: l’omosessualità come malattia.

A contrastare quel convegno scesero in piazza una decina di attivisti per i diritti civili, compreso Mario Mieli, protagonista del movimento gay degli anni ’70. E’ a lui che è dedicato il film gli Anni Amari, per la regia di Andrea Adriatico, sceneggiato da Stefano Casi e Grazia Verasani, oltre allo stesso Adriatico.

Il film non racconta solo la storia di Mario Mieli, ma quella di quegli anni, fino alla morte per suicidio del leader italiano avvenuta nel 1982.

Contro l’impostazione di quel congresso, si riunirono decine di omosessuali provenienti anche dall’estero tra cui Mieli e Angelo Pezzana, fondatore del Fuori, il Fronte unitario omossessuoale rivoluzionario italiano.

Il protagonista è interpretato da Nicola Di Benedetto, attore esordiente. Tutta la scena e i vestiti ricordano quell’episodio, ricostruito nei dettagli attraverso le fotografie della cronaca locale.

Quando essere gay voleva dire avere una strana malattia… Ma è ancora più il là che si spingeva il pensiero di Mieli, il quale aveva un’idea di transessualità non come passaggio da un sesso ad un altro, ma di liberazione assoluta per tutti.

“Ciascuno nasce con impulsi a 360 gradi che poi vengono deviati dall’educazione propinata dalla società”, spiega uno degli sceneggiatori Stefano Casi. “Per essere veramente liberi, Mieli diceva che bisogna abbattere ogni barriera e tornare allo stato primordiale della transessualità”.

Tra le comparse alcuni ragazzi della provincia che hanno risposto alla call della produzione L’Altra Cinemare e Rai Cinema, con il sostegno del Ministero per i Beni Culturali, Regione Emilia e Puglia. Le riprese termineranno questa sera.

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