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La costringono a prostituirsi a Sanremo, lei rifiuta e viene massacrata: aguzzini arrestati dai carabinieri

L’attività investigativa si è conclusa qualche giorno fa, dopo circa un anno di lavoro da parte dei militari

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Albenga. Una 26enne albanese è stata sequestrata, picchiata fino a cadere, in circostanze da chiarire, dal terzo piano di un palazzo, per essersi rifiutata di continuare a prostituirsi a Sanremo. Per le violenze inflitte alla giovane, i carabinieri della compagnia di Savona hanno arrestato quattro uomini, tre fratelli albanesi e un italiano tutti residenti nel savonese: Ledjan Bacuku di 28 anni, Gentjan Bacuku di 32 anni, Aleksander Bacuku di 35 anni e Alessandro Gallinari di 46 anni.

Gli albesi risultavano titolari di un’impresa edile, mentre l’italiano è l’ex titolare del BarCollo di Albisola, locale spesso frequentato dagli stranieri, uno dei quali lo ha rilevato prima dell’estate (anche se la gestione è sempre rimasta all’italiano). Devono rispondere delle accuse di sequestro di persona, rapina, lesioni e sfruttamento della prostituzione in concorso.

L’indagine è cominciata il 29 novembre scorso, quando una giovane albanese è stata ricoverata presso l’ospedale di Sanremo con alcune ferite e fratture. La ragazza, che svolgeva l’attività di prostituta in un appartamento della cittadina imperiese, ha raccontato agli inquirenti di essere stata malmenata da un cliente sconosciuto. Per nulla convinti dalla sua testimonianza, i carabinieri di Savona ed Albissola Marina e del nucleo radiomobile della compagnia savonese si sono attivati per fare luce sulla vicenda.
Secondo quanto accertato, la giovane aveva manifestato ai suoi aguzzini l’intenzione di interrompere la sua “professione”. I quattro, per nulla d’accordo, l’hanno attirata in un appartamento di Savona con uno stratagemma per “punirla”. Al culmine della violenza, la giovane è anche precipitata da un balcone al terzo piano del palazzo in cui si trovava.

Rimasta miracolosamente illesa, la ragazza è stata “avvolta in un tappeto” e accompagnata presso l’ospedale di Sanremo da un altro individuo. Il suo incidente ha subito messo in allarme gli inquirenti, ai quali la giovane ha raccontato una versione completamente diversa dalla realtà. Una storia del tutto falsa che, secondo quanto accertato, la ragazza avrebbe fornito per coprire gli aguzzini ed evitare ulteriori accanimenti da parte loro. I proventi dell’attività erano divisi al 50 per cento tra la ragazza ed i suoi aguzzini, che nonostante portasse loro “guadagni” non le risparmiavano violenze e maltrattamenti.

La giovane, terrorizzata, non ha potuto aiutare concretamente gli inquirenti e ciò ha complicato non poco l’attività investigativa. Ad esempio, non è ancora chiaro se la sua caduta sia dovuta ad un disperato tentativo di fuggire, ad per una tragica fatalità o ad un gesto volontario da parte dei suoi “sequestratori”. Ad aiutare le indagini le immagini delle telecamere di sorveglianza del Comune di Albissola.
L’attività investigativa si è conclusa qualche giorno fa, dopo circa un anno di lavoro da parte dei militari, con l’arresto dei tre albanesi (fermati presso la loro abitazione) e dell’italiano (bloccato a Malpensa, dove era sbarcato di ritorno da un viaggio in Colombia).

[Foto Ivg.it]

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