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Imperia, spese i soldi per il benessere del figlio invalido: il tribunale assolve madre da accuse lanciate dall’ex marito

Sposata la tesi del pubblico ministero Enrico Cinella Della Porta

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Imperia. Il collegio del tribunale di Imperia, presieduto dal giudice Donatella Aschero, ha assolto perché il fatto non sussiste Annunziata L., 62 anni, finita a processo con l’accusa di peculato per aver utilizzato, secondo l’accusa dell’ex marito, in parte per se stessa i soldi del risarcimento ottenuto dal figlio Vittorio rimasto invalido nel 1998 in seguito ad un gravissimo incidente stradale.

Un processo doloroso, quello affrontato dalla donna, nel corso del quale l’imputata ha ricostruito il percorso difficile affrontato, quasi sempre da sola, dal giorno in cui il figlio, oggi quarantenne, rimase coinvolto in un terribile incidente fino a quando nel 2009 venne ricoverato in via definitiva in una struttura protetta. Un figlio, difficilmente gestibile per le problematiche fisiche e mentali conseguenti all’incidente, al quale la donna non ha mai fatto mancare nulla.

Secondo l’accusa, la donna aveva speso 270mila euro della somma ottenuta dal giovane a titolo di indennizzo in modo non corretto. E del totale di 1 milione e 60mila euro ottenuti dall’assicurazione, sul conto corrente di Vittorio non ci sarebbe più traccia. Nominata tutrice del figlio, la donna ha comprato due appartamenti, uno a Borgo d’Oneglia e uno a Ormea, e poi vestiti e accessori di marca. Tutte spese, come quelle per le badanti, che la 62enne ha affrontato, secondo quanto sostenuto dall’avvocato difensore Renato Gianelli, per il bene del figlio. La prova sarebbe anche nel fatto che l’alloggio di Imperia è dotato anche di una palestra, in modo che Vittorio possa fare attività fisica nei giorni in cui è a casa, oltre che di una stanza per le badanti.

Per l’imputata il pm Enrico Cinella Della Porta aveva chiesto l’assoluzione. La tesi del pubblico ministero, secondo il quale non c’era modo di provare la colpevolezza della donna, è stata accolta dal giudice collegiale.

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