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Imperia, polemiche sui cori nella parrocchia di San Giovanni Battista. Mons. Bezzone si sfoga su Facebook

"Questi modi di fare non sono autenticamente cristiani, scandalizzano chi non va in chiesa giustificandoli nel non andare"

Imperia. “Cari parrocchiani: sta girando da parte di alcune persone, in queste ore, la voce che io avrei sciolto il Coro San Giovanni per far posto a altre persone di mia conoscenza, formando un coro alternativo. Ora, poiché mi si stanno mettendo in bocca cose che non ho detto, desidero puntualizzare, perché la cosa non è così e chi la sta diffondendo in questo modo o ha capito male o, purtroppo, agisce in malafede”.

A scriverlo, in un lungo sfogo sulla pagina Facebook della parrocchia di San Giovanni Battista di Oneglia è il nuovo parroco, monsignor Ennio Bezzone, che mette così la parola fine alle voci sulla presunta “cacciata” del coro di San Giovanni dalla chiesa in cui, da anni, presta servizio durante le funzioni.

“Avevo proposto un allargamento del Coro San Giovanni, peraltro poco numeroso, (domenica alla festa di San Luca erano in 4 o 5 più l’organista) e avevo parlato con i coristi di san Giovanni, proponendo il contributo di alcune voci nuove da me conosciute”, spiega il sacerdote, “Nonostante davanti a me tutto fosse ok, e tutti avessero accettato all’unanimità, ben presto sono iniziati i brusii alle mie spalle. Ad onor del vero la maggior parte dei componenti il coro San Giovanni – tutti onegliesi – circa una dozzina, erano d’accordo davvero: due o tre no”.

“Per evitare tensioni”, dice sempre il parroco, è stato deciso di dividere i due cori, lasciano a quello di San Giovanni il compito di animare la messa domenicale delle 11,30, ma dando “solo” al “coro dei Giovani”, che canta alla messa delle 10, la nomea di coro “parrocchiale”. La scelta, con ogni probabilità, ha lasciato insoddisfatti alcuni coristi, anche se per monsignor Ennio Bezzone si tratta di una “questione meramente formale”.

“Gli altri cori sono tutti comunque bene accetti ed accolti, nella misura in cui si mettono a servizio per quel che necessita alla parrocchia, e possono svolgere il loro servizio alla comunità concordandolo previamente con me e col vice parroco”, aggiunge il sacerdote, “Sia ben chiaro: non ho mai parlato di scioglimento del cosiddetto Coro san Giovanni”.

“Invito tutti i parrocchiani ad essere autentici costruttori di comunione, di reciproco rispetto e di amore alla verità delle cose”, conclude, “Ricordando a tutti che la Chiesa dev’essere un luogo diverso da ogni altro luogo, dove tutti possono sentirsi a casa propria se sanno accogliersi a vicenda, servire i fratelli e non avanzare privilegi o diritti solo perché ‘si è sempre fatto così’ o ‘io sono qui da più anni di tutti gli altri quindi comando io’. Questi modi di fare non sono autenticamente cristiani, scandalizzano chi non va in chiesa giustificandoli nel non andare, e non costruiscono unità tra di noi: dobbiamo invece imparare a essere davvero gioiosi e autentici testimoni della nostra fede. Ho fiducia che, con buona volontà, ci riusciremo”.

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