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Da un relitto di “nave cisterna” a Diano Marina ad una villa di Alassio: carabinieri recuperano anfore trafugate foto

La scoperta a settembre. Ritrovati altri reperti in lussuose abitazioni alassine

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Diano Marina. Si trovava nel relitto di una “nave cisterna” di epoca romana scoperto nel 1975 a circa un miglio dalla costa di Diano Marina l’anfora conservata illegalmente dalla proprietaria di una casa d’epoca di Alassio e recuperata a settembre dai carabinieri. La scoperta ha dato vita ad un’indagine mirata alla tutela del patrimonio culturale dello Stato che ha permesso ai militari di ritrovare una serie di anfore romane trafugate presumibilmente, oltre che dalla nave “a dolia” di Diano, anche ad un relitto di Albenga.

Continuando l’attività di indagine, infatti, i carabinieri del nucleo operativo di Alassio hanno scoperto poi che altri manufatti di epoca romana erano custoditi illecitamente in altre due lussuose abitazioni alassine. Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno sequestrato un’altra anfora vinaria della stessa tipologia di quelle ritrovate sul relitto di una nave romana scoperto a circa un miglio dalla costa di Albenga, a 40 metri di profondità circa, dal quale si ritiene sia stata trafugata, nonché due anfore greco-italiche delle quali, per quanto riguarda il Mar Ligure, ne è stata trovata traccia di analoghe dentro un relitto di nave romana individuato nel 2012 al largo di Spezia ad una profondità tale, 400 metri, per le quali il recupero può avvenire solo tramite l’intervento di robot sottomarini. Per questo motivo gli inquirenti sospettano che che i due reperti sequestrati possano essere stati trafugati da un altro relitto non ancora scoperto.

Nel 2013, sempre i carabinieri del nucleo operativo di Alessio, si erano resi protagonisti di una importante operazione, di rilevanza nazionale, denominata “Nemo”, trovando ben 117 reperti archeologici provenienti da un relitto di nave oneraria romana scoperto ad un miglio dalla costa di Imperia.

 

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