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Caccia al cinghiale, arriva la sentenza del Tar: “La tragedia di Apricale si poteva evitare” foto

Soddisfazione della associazioni, dichiarate illegittime alcune norme del calendario venatorio della Regione

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Con sentenza breve n. 769, depositata oggi, il Tribunale Amministrativo Regionale ha annullato alcune parti importanti della delibera della Giunta Regionale n. 355, approvata il 23 maggio scorso, con cui sono state varate le regole per la corrente stagione di caccia, il cosiddetto calendario venatorio 2018/19.

E’ stato dunque accolto su vari punti il ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste e per la tutela della fauna selvatica: WWF, Lega Abolizione Caccia, Enpa e LAV, patrocinate dallo studio Linzola di Milano. Sconfitti i legali della Regione e delle associazioni dei cacciatori che si erano costituite in giudizio per difendere il provvedimento, viziato da varie illegittimità.

“Come spesso accade la Regione Liguria ha aggirato con motivi pretestuosi il parere preventivo obbligatorio dell’Istituto Superiore per La Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)” commentano soddisfatte le associazioni.

Nel merito del dispositivo del Tar: è stata sollevata la questione di costituzionalità delle norme regionali liguri che prevedono la possibilità di cacciare da appostamento i migratori per mezzora dopo il tramonto (disposizione unica in Italia, in contrasto con la legge statale 157/92).

Altro punto la questione di costituzionalità delle norme regionali liguri che eludono l’obbligo di annotare immediatamente gli animali selvatici abbattuti ( sempre per contrasto con la normativa nazionale).

E ancora: la caccia al cinghiale non potrà essere estesa per più di tre mesi (anziché per quattro e mezzo, come prevedeva la Regione Liguria); è stato dichiarato illegittimo, quindi, l’anticipo della caccia al cinghiale fissato sin dal 16 settembre (anziché a partire dal 1 ottobre).

Il Tar ha rilevato la circostanza che l’anticipazione della caccia in un periodo nel quale i boschi sono ancora molto frequentati da escursionisti con interessi diversi, è foriera di pericoli alla incolumità di altri cittadini che utilizzano i boschi per la ricerca di funghi, sport e passeggiate. “Sono state ritenute Illegittime le norme della Giunta Toti che hanno provocato un decesso ad Apricale: la caccia al cinghiale doveva iniziare il 1 ottobre…” rincarano le associazioni.

Inoltre, come previsto da sentenza, le giornate totali di caccia, nei mesi di ottobre e novembre, alla specie cesena, dovranno essere ridotte da cinque a quattro; la caccia alla beccaccia terminerà il 31 dicembre 2018 anziché il prossimo 20 gennaio 2019; la data di chiusura della caccia per il tordo sassello verrà anticipata dal 31 gennaio al 20 gennaio 2019; e sarà vietato cacciare da appostamento a meno di 500 metri dalle zone umide dal 21 al 31 gennaio 2019.

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