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Attesa per la sentenza sulla morte di Helene Pastor

Si prevede l'ergastolo per il genero polacco considerato il mandante dell'omicidio

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C’è grande attesa per la sentenza riguardo al processo sull’omicidio di Helene Pastor, la miliardaria monegasca uccisa in un agguato nel maggio del 2014.

Oggi pomeriggio i giudici della Corte d’Assise di Aix-en-Provence dovrebbero emettere il verdetto che sembra segnato per il principale imputato, il genero della vittima Wojciech Janowski. Ieri i suoi avvocati con un colpo di scena e dopo settimane di udienze caratterizzate da una linea difensiva che negava anche l’evidenza delle testimonianze, hanno ammesso che il loro assistito è stato il mandante dell’omicidio, cercando di alleggerire la posizione del polacco dicendo che l’esecuzione anche dell’autista della donna non l’aveva assolutamente richiesta.

L’ergastolo sembra la pena più probabile e sempre ieri Janowski, impassibile nel suo atteggiamento giorno dopo giorno, è crollato ed ha pianto a lungo come ad ammettere le sue colpe. Uomo d’affari e diplomatico, il 69enne marito di Sylvia Pastor aveva creduto di poter fare ottimi affari acquisendo fabbriche dismesse dal governo della Polonia ma aveva fatto male i suoi conti.

Per sua incapacità gestionale e per essersi messo in affari, magari solo per ottenere prestiti, anche con qualche organizzazione criminale polacca, non riusciva più a far fronte ai suoi impegni economici e le tante scadenze che gli si prospettavano. E tutto ciò nonostante ottenesse un mensile di 500mila euro dalla suocera per poter mantenere un tenore di vita all’altezza della reputazione dei Pastor.

Il buco che aveva creato si allargava sempre più e la crescente paura di finire nel tritacarne della mafia lo ha portato allo sbaglio decisivo della sua vita, cioè pensare di uccidere la suocera e parlarne con alcune persone come il suo personal-trainer per aiutarlo a cercare i killer da ingaggiare e sfruttare l’eredità della moglie per saldare i suoi debiti.

La vicenda è seguita con grande interesse mediatico in tutta la Francia ma nel Principato ha creato un vero e proprio terremoto. In totale sono dieci le persone che a vario titolo risultano coinvolte in questa brutta storia che ha fatto due vittime oltre 4 anni fa nel parcheggio di un ospedale di Nizza dove Helene Pastor, 77 anni, si era recata per far visita al figlio sottoposto ad un intervento chirurgico.

All’uscita dall’ospedale appena salita sull’auto era stata centrata da colpi di arma da fuoco sparati con fucile a canne mozze che avevano anche causato la morte del suo autista Mohamed Darwich di 63 anni.

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