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Apricale, il cacciatore che ha sparato a Nathan Labolani: “Sotto choc e in cura da psicologo” foto

"Ha urlato prima di sparare, nessuno ha risposto"

Apricale. E’ ancora sotto choc, Giuseppe Iannì, il cacciatore ventimigliese di 29 anni indagato per omicidio colposo per la morte di Nathan Labolani, 18 anni. “Il mio assistito è ora in cura da uno psicologo e in malattia da lavoro”, dichiara il suo legale, l’avvocato Cristian Urbini, “Attendiamo l’esito dell’autopsia, per la quale il medico legale ha preso tempo sessanta giorni per il deposito degli atti. Poi vedremo come comportarci”.

All’esame autoptico, eseguito ieri dalla dottoressa Sara Lo Pinto dell’istituto di medicina legale di Genova, ha assistito anche il dottor Francesco Ventura, nominato dalla difesa come perito di parte. L’autopsia sarà determinante per ricostruire la dinamica di quanto accaduto domenica scorsa e valutare il grado di colpa del giovane cacciatore. Il fatto che Nathan sia stato trovato accovacciato dietro ad un cespuglio, potrebbe infatti significare che si fosse nascosto. E l’aver sentito un fruscio, dovuto ad un movimento a livello del terreno, avrebbe indotto Iannì a credere di trovarsi di fronte ad un cinghiale. Il cacciatore ha inoltre dichiarato di aver gridato per accertarsi che non ci fossero persone, ma nessuno ha risposto.

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