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Ventimiglia, migranti intrappolati su parete rocciosa: in arrivo l’elicottero dei vigili del fuoco fotogallery

Una notte di lavoro, i migranti non sono mai stati lasciati soli

Ventimiglia. Hanno lavorato tutta la notte, i vigili del fuoco del distaccamento i Ventimiglia, i colleghi del nucleo S.A.F. e della squadra di Imperia alla guida dell’autoscala, per cercare di recuperare i migranti rimasti intrappolati in un costone di roccia, alta oltre 100 metri, che sovrasta la frontiera alta di Ponte San Luigi. Ma alle 4,20 del mattino, dopo aver tentato, più volte, di raggiungere la parete rocciosa con il braccio dell’autoscala per poi proseguire in cordata, piantando chiodi nella pietra, i vigili del fuoco si sono dovuti arrendere: quei 27 metri di scala, nella sua estensione massima, non erano sufficienti. Per il recupero è atteso, intorno alle 9, l’arrivo dell’elicottero “Drago”, che si alzerà da Genova per raggiungere Ventimiglia.

Migrante a ponte san Luigi

I fatti. La macchina dei soccorsi è scattata intorno alle 22,45, quando nel buio qualcuno ha visto la luce di due smartphone sul costone di roccia che divide l’Italia dalla Francia. Due migranti erano rimasti intrappolati sulla parete rocciosa e non riuscivano più a tornare indietro. Ogni passo, nel buio più totale, poteva essere letale.

“Qui non c’è la strada. Non c’è la strada”. Ad un certo punto, nel silenzio della notte, si è udito l’urlo di un uomo: era uno dei due stranieri che, disperato, chiedeva aiuto ai soccorritori. I pompieri lo hanno rassicurato, poi lo hanno invitato a non muoversi: “Stai lì, ti veniamo a prendere noi”. I due migranti ad un certo punto si sono separati: per uno di loro si era temuto il peggio quando la luce della torcia che teneva in mano è precipitata insieme a delle rocce. Poi, è riapparsa, lontano, facendo tornare la speranza che lo straniero fosse ancora vivo.

Il migrante intrappolato

Migrante a ponte san Luigi

Il racconto. “Siamo qui da cinque giorni, venite a prenderci”. Uno dei due stranieri, un giovane con un cappellino nero calato fin quasi sugli occhi, ha urlato tutta la sua disperazione ai soccorritori, raccontando di essere su quel costone di roccia, sul quale è si è arrampicato nel tentativo di raggiungere la Francia, da cinque giorni. Quando i vigili del fuoco gli hanno detto che non potevano raggiungere con l’autoscala, il giovane è caduto in preda alla disperazione. Solo le parole di conforto di un operatore del nucleo Saf sono riusciti a farlo desistere dalla volontà di tentare, di nuovo, di trovare una strada per la Francia, rischiando la vita.

Ai soccorsi hanno partecipato anche i carabinieri di Ventimiglia, con il loro comandante, il capitano Francesco Giangreco, e agenti della polizia di Stato e del settore Frontiera. Presenti, anche se per un tempo limitato, pure i francesi: i gendarmi hanno perlustrato la zona con le torce per poi lasciare i soccorsi ai colleghi italiani.

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